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Palio di Siena 2026: vince il Nicchio, Tittia è ancora il re. Paura dopo la caduta finale: ricoverato in ospedale – Cosa è successo

di Lorenzo Lazzerini

	L'arrivo del fantino e la caduta
L'arrivo del fantino e la caduta

Il fantino, che ha vinto il il tredicesimo Palio della sua carriera, è caduto dopo la vittoria: deve restare sotto osservazione a causa di un trauma cranico

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SIENA. Nicchio doveva essere e Nicchio è stato. Ci sono voluti due giorni in più, che sembrano bruscolini in confronto ai 28 anni che la contrada di via dei Pispini ha dovuto attendere per tornare a trionfare in Piazza del Campo.

Ancora Tittia

Alla prima occasione, il Nicchio si toglie la cuffia di nonna, appena ricevuta il 3 luglio dopo la vittoria dell’Aquila. La Carriera dell’Assunta è stata rinviata per due volte a causa della pioggia. Erano 50 anni, dal 1976, che il Palio dell’Assunta non veniva rimandato di 48 ore. Cambia la data, ma l’esito è lo stesso dell’ultimo Palio e porta ancora la firma dell’ennesimo capolavoro di Giovanni Atzeni, detto Tittia. Il fantino più vincente in attività, ormai proiettato verso la leggenda, conquista la 13ª vittoria, aggancia il suo “maestro” Luigi Bruschelli, detto Trecciolino, e si avvicina al record dei 14 Palii vinti da Aceto.

Dopo due Palii conquistati in coppia con Diodoro, stavolta è Anda e Bola a portare in trionfo Tittia e a far esplodere di gioia il popolo del Nicchio, che aspettava il Palio dal 16 agosto 1998, ultima vittoria targata Dario Colagè su Re Artù. Una festa che si preannuncia lunghissima, iniziata in Duomo con il Te Deum di ringraziamento alla Madonna e destinata a proseguire in contrada e nelle strade di Siena per i prossimi mesi.

La vittoria del Nicchio arriva esattamente un anno dopo quella dei rivali del Valdimontone e, per giunta, con lo stesso cavallo. Lo stesso Anda e Bola che il 16 agosto 2025 aveva fatto disperare il Nicchio, stavolta lo fa piangere di gioia, portando in via dei Pispini il drappellone dipinto da Teodora Axente. È la vittoria numero 46 per la contrada guidata da Fabio Giustarini, che centra subito l’obiettivo al ritorno da capitano. Pronostici della vigilia rispettati: l’assegnazione del 13 agosto aveva indicato chiaramente la strada del Palio di Siena. Nicchio e Lupa erano i favoriti assoluti.

L’ordine e le mosse

Ordine al canapo: Lupa (Dino Pes, detto Velluto, su Diodoro), Chiocciola (Jonathan Bartoletti, detto Scompiglio, su Arestetulesu), Giraffa (Elias Mannucci, detto Turbine, su Euskaldi), Selva (Sebastiano Murtas, detto Grandine, su Canarinu), Torre (Giuseppe Zedde, detto Gingillo, su Donrodrigo), Istrice (Federico Guglielmi, detto Tamurè, su Ares Elce), Onda (Andrea Sanna, detto Virgola, su Viso d’Angelo), Nicchio (Giovanni Atzeni, detto Tittia, su Anda e Bola), Oca (Michel Putzu, detto Spago, su Diamante Sauro) e, di rincorsa, l’Aquila (Carlo Sanna, detto Brigante, su Benitos). Una mossa complicata e all’insegna del nervosismo, invalidata per tre volte.

Il Nicchio prova per due volte a scattare davanti a tutti, ma il mossiere Bartolo Ambrosione invalida la partenza perché l’Aquila di rincorsa non era ancora entrata. Sono frequenti i cambi di posizione tra le contrade, con Istrice e Oca rispettivamente a caccia di Lupa e Torre tra i canapi. Il cavallo dell’Oca, Diamante Sauro, si impenna e scivola a terra, senza conseguenze.

La vittoria e la caduta finale

Il Palio prende il via dopo più di un’ora e, al terzo tentativo, il Nicchio parte in testa dalla nona posizione, con un paio di lunghezze di vantaggio su tutti. Solo Selva e Torre riescono a rimanere in scia a Giovanni Atzeni e Anda e Bola, che, in un assolo clamoroso, dominano per tutti e tre i giri e vanno a vincere senza problemi. Una corsa senza intoppi e senza cadute, se si esclude lo scivolone di Anda e Bola, disturbato dall’euforia dei contradaioli già riversati sulla pista.

Una caduta a traguardo ormai raggiunto, senza conseguenze per l’animale e che ha coinvolto il fantino, rimasto alcuni minuti a terra e trasportato al policlinico Le Scotte dove è arrivato cosciente. Poi è stato ricoverato, deve restare sotto osservazione a causa di un forte trauma cranico. Ma la festa prende il via con la gioia incontenibile dei nicchiaioli, che aspettavano questo momento dal 1998. Ora il titolo di nonna passa alla Chiocciola, che non vince dal 16 agosto 1999.

Il racconto del Palio minuto per minuto

(a cura della redazione web)

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