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Livorno, i pontili trasformano la Darsena: da settembre traslocano le barche

Livorno, i pontili trasformano la Darsena: da settembre traslocano le barche<br>

I circoli nautici prenderanno posto davanti agli Scali Novi Lena e nel Bacino

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Livorno È stata la Darsena del Cantiere Orlando, dove si varavano le navi grandi, non ancora giganti. Poi ha visto i piazzali e le officine storiche trasformarsi in un quartiere fatto di case, negozi e servizi, la Porta a Mare. Nel frattempo ha conosciuto l’esultanza di mille vogatori, che qui sono entrati via mare tagliando il traguardo della Coppa Risi’atori, sotto al ponte girevole. Ora la Darsena Nuova, davanti agli Scali Novi Lena, si prepara a diventare il cuore più livornese del nuovo porto turistico targato D-Marin.

Chi in questi giorni è transitato da piazza Mazzini e dintorni non può non averlo notato: dopo le prime “strisce” sistemate davanti all’ingresso del centro commerciale, i pontili galleggianti stanno iniziando a riempire lo specchio d’acqua. Tra la fine di questo mese e i primi giorni di settembre saranno allestiti tutti i pontili previsti lungo gli scali. Poi, tra settembre e ottobre, potranno migrare le barche dei circoli nautici, che andranno gradualmente a riempire sia la Darsena che il Bacino Piccolo.

Sarà uno dei passaggi cruciali dei lavori del lotto uno del nuovo porto turistico, partiti a metà settembre di un anno fa. Tutto mentre – è notizia fresca – l’Autorità portuale ha consegnato alla società Porta a Mare spa, braccio operativo di D-Marin, l’area di via del Molo Mediceo che guarda verso i Piloti e che, una volta sistemata, potrà ospitare imbarcazioni fino a 80 metri, i superyacht. In pratica l’area che dovrà diventare più chic. Questi spazi – che resteranno in concessione a Porta a Mare spa per quarant’anni – sono già stati affidati alle imprese incaricate, che sono pronte a partire con i lavori. «E con questo passaggio – annunciano Simone Maltinti e Gianluca Sabato, presidente e amministratore delegato della società – inizia ufficialmente il lotto due».

«Siamo in fase di precantiere, sono iniziati gli allestimenti e lo smantellamento delle vecchie opere, i lavori in questo secondo lotto entreranno nel vivo a settembre per finire, salvo intoppi, a febbraio», fanno il punto.

Cosa nascerà in questo tratto più a ovest del Molo Mediceo? In mare, per ora, 150 posti barca. A terra un parcheggio a raso da 120 posti auto, con il verde. Invece il parcheggio multipiano previsto da progetto tra la banchina 75 e il Mediceo per ora non si farà. «La Soprintendenza ha posto una condizione, ha detto o l’uno o l’altro, e per funzionalità, costi e tempistiche si è scelto di realizzare il parcheggio a raso».

Cosa si conta di portare a termine entro febbraio in questo secondo lotto? «I 150 posti barca, il parcheggio a raso e la sistemazione della banchina che arriva fino alla meta dei Piloti, un ammodernamento e riqualificazione della banchina» mentre è già stata fatta una prima pulizia lungo le mura, che andrà necessariamente avanti.

A proposito di parcheggi. Stanno procedendo i lavori in via Calafati, anche quella in parte ricompresa nella concessione decennale data a Porta a Mare spa, insieme a tutto il Bacino Piccolo. Qui si stanno ultimando i 120 posti auto all’ingresso della via. Una via che nei prossimi mesi diventerà parecchio affollata, se si considera: la scuola della Provincia che è in fase di ristrutturazione e che prima o poi (si spera più prima che poi) dovrà riaprire; i 40 nuovi appartamenti previsti sulla “punta”, a firma di Porta Medicea, quindi Igd, la società che ha costruito Porta a Mare; infine i residenti e le forze di polizia e armate che gravitano nella zona, che per esempio è vicinissima alla Capitaneria.

«Il parcheggio – spiegano i manager – sta per essere ultimato. Sarà gestito direttamente da D-Marin. Da permesso iniziale avrebbe dovuto essere riservato solo ai diportisti, ma si sta valutando se aprirlo in parte alla citta». Resterebbe sempre a pagamento, ma appunto in parte utilizzabile anche da chi non ha la barca, con tariffe da valutare insieme all’amministrazione comunale. «Considerando che lì ci sono anche case e servizi, ci siamo resi conto per primi che il tema va affrontato».

Un criterio che si ha intenzione di applicare anche agli altri parcheggi che saranno realizzati nel porto turistico. Ci sono degli standard da rispettare: le regole dicono che, considerando 600 posti barca, ne devono esistere almeno 480 a servizio dei diportisti. Ma chi conosce il mondo della nautica sa che spesso chi arriva via mare non ne ha bisogno, e laddove i posti fossero vuoti l’idea è di metterli a servizio, a pagamento, della città.

Sono in realtà più di 800 i posti barca che la società di D-Marin sta realizzando nel Mediceo, in parte destinati al transito veloce, in parte alla sosta a medio e a lungo termine, in parte all’acquisto. Ma 438 di questi – come da accordi faticosamente raggiunti nel tempo – resteranno per 20 anni a servizio dei circoli nautici livornesi. Sono i posti che andranno appunto a riempire il Bacino Piccolo (che a terra ospiterà la parte food) e la Darsena Nuova. Anche uno dei pontili già realizzati davanti all’Andana degli Anelli (in tutto altri 150 posti per barche dagli 8 ai 14 metri) è stato riservato ai natanti dei circoli, gli altri vengono già gestiti da D-Marin.

«Tra la fine di agosto e i primi di settembre – confermano i manager – saranno allestiti tutti i pontili sugli Scali Novi Lena, tra settembre e ottobre potranno migrare le barche dei circoli». La parte dell’Andana è invece già stata completata. L’avvio dei lavori nel terzo lotto da 350 posti, tutti gestiti direttamente da D-Marin lungo via del Molo Mediceo, sarà contestuale all’intervento nel lotto due (dove resteranno i 40 posti per gli yacht), in base agli accordi con l’Autorità portuale.

L’appalto complessivo per i tre lotti, lo ricordiamo, sfiora i 20 milioni di euro. E la società conta di finire il nuovo porto nel 2027. «Per Livorno avere un nome come D-Marin – ripete Maltinti – vuol dire avere un porto turistico ben gestito, all’avanguardia, inserito in un circuito internazionale. A lavori in corso, vediamo che c’è già un interesse importante per questo scalo». Si racconta che una coppia di turisti sia già arrivata all’Andana, abbia ormeggiato la barca e si sia avventurata lungo i fossi per vedere la Venezia. Come? Con la canoa. l

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