Il Tirreno

Livorno

Storie di mare

Calambrone, spunta un tempio greco di sabbia. E sul Romito le pietre diventano arte

di Margherita Gonnelli

	L'opera di sabbia al Calambrone
L'opera di sabbia al Calambrone

Marco Quercioli campione di Stone balancing: «In città il primo campionato italiano»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L’equilibrista delle pietre al salmastro. Le sue opere d’arte incredibili da Livorno lo portano sul tetto del mondo nel 2024: è campione internazionale di Stone balancing il 60enne Marco Quercioli.

Bravura, arte, meditazione: nel corso degli anni ha trionfato in numerose competizioni italiane ed europee. Adesso lui che di professione è imprenditore nell’ambito della climatizzazione spinge l’acceleratore artistico anche su monumentali sculture di sabbia.

Così dal 2 al 4 ottobre la nostra città ospiterà l’Italian Land art festival, organizzato proprio dall’associazione culturale Ilaf, fondata a febbraio di questo anno da Quercioli che ne è il presidente.

«Si tratta di portare le esperienze dei festival di Land art organizzati in Texas e Scozia, anche in Italia», racconta al Tirreno le novità di questa sua passione diventata punto riferimento internazionale. L’evento di ottobre si svolgerà in due baie del litorale: la baia del Corsaro di Antignano e la baia del Maroccone.

Davanti alle sue “opere sospese” che sembrano meravigliosamente impossibili lui cerca di spiegare la tecnica. Che si può imparare. Con tanta pratica ed equilibrio interiore.

«Il fattore tempo sparisce, si tratta di cercare un equilibrio tra tutte le cose», così parlando dello Stone balancing, una disciplina che riesce ad intrecciare arte e natura. Non vengono utilizzati strumenti, supporti o colle; dipende tutto dalla forza di attrito e dalla capacità del soggetto di ricercare, man mano, il punto più estremo di equilibrio.

«Bilanciare le pietre non è soltanto una tecnica artistica ma una vera e propria pratica di consapevolezza».

Marco Quercioli si occupa di climatizzazione da 25 anni e dal 2019 si ritaglia intere giornate da dedicare allo Stone balancing, impostando il suo lavoro per «guadagnare in salute».

Questa passione non nasce da persone o input specifici, ma viene portata avanti con costanza e dedizione. Tanto che, nel World Rock Stacking Championships del 2024, organizzato nella cittadina scozzese di Dunbar, Quercioli vince 4 delle 5 prove previste e diventa campione del mondo. Anche agli europei, organizzati nel 2025 nella stessa città, sale sul podio e conquista “il bronzo”.

Lo Stone balancing è una disciplina profondamente legata alla meditazione e «la sfida con se stessi sta nel dire che stai bene, perché ti trovi a contatto con la natura e col tuo presente», va avanti.

Si tratta, perciò, di una sorta di collaborazione con la natura, che ha il compito di ospitare il lavoro artistico ed in alcuni casi di ristabilire l’ordine chiudendo lo stesso lavoro. «Mi dedico lungamente allo studio delle pietre, valutando l’aspetto cromatico e la forma, e poi mi dedico alla realizzazione dell’opera in sé».

La Cala del Leone e la Baia del Cantuccio sono solo alcuni dei luoghi che Quercioli frequenta per praticare lo stone balancing. «L’opera nasce direttamente sul posto, cercando di trasmettere l’aspetto della bellezza dell’arte, della natura e il rispetto per la natura stessa», così descrive il processo creativo. «C’è un lavoro di introspezione e di ricerca».

Lo Stone balancing, però, non è la sua unica passione. Dal 2016, infatti, si dedica alla creazione di sculture di sabbia: «Nata perché una cosa effimera».

In questo caso, però, viene studiato un progetto iniziale, che deve integrare il contesto estetico e quello ambientale della sabbia. Viene scelta quella più fine, bagnata con sola acqua di mare, pressata in casse di legno e poi lavorata seguendo il progetto. Durante questa estate sono in tanti al Calambrone a restare a bocca aperta nel vederle. «Con l’utilizzo di strumenti, come spatoline e pennelli, riesco a ricreare sculture di castelli e opere architettoniche, ad esempio un tempio greco: la sabbia utilizzata per le colonne stava cedendo, ma questo ha conferito all’opera autenticità». Sono opere del tutto effimere, perché non hanno una continuità ed una scansione temporale predefinita; al contrario dello Stone balancing, è la natura che provvede a chiudere il lavoro e riportare all’equilibrio.

«Lo Stone balancing è la parte che preferisco ed è una cosa che dà molto», ancora Quercioli. L’arte si viene a formare a stretto contatto con la natura ed entrambe vanno ad influenzarsi.

Il rispetto dell’ambiente è fondamentale in questa disciplina, per questo motivo non vengono scelte pietre in battigia con micro ambienti sottostanti e le opere vengono smontate. «Ho il massimo rispetto per l’ambiente e preferisco rimettere personalmente in ordine dopo aver composto l’opera, per motivi di sicurezza: entro ed esco in punta di piedi», chiude.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Lutto

Piombino, muore a 60 anni la psichiatra Cristina Socci: il dolore allo stomaco, poi la corsa in ospedale

di Luca Centini
80 Vespa