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Livorno

Il caso

Calambrone, disabile derubato della carrozzina mentre è in spiaggia – L’appello e la speranza

di Franco Marianelli

	Roberto Fiore
Roberto Fiore

Il racconto di Roberto Fiore, conosciuto anche per la sua attività di blogger: «L’avevo “parcheggiata” all’ombrellone»

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CALAMBRONE. Subire un furto comporta, valore di ciò che è stato sottratto a parte, una violazione della tua persona, una ferita che fa nascere ripercussioni interiori che non sempre ti abbandonano. Se poi riguarda la carrozzina di un disabile tutto ciò si moltiplica per mille: «Ieri (domenica scorsa per chi legge ndr), come tutte le mattine d’estate mi sono recato ai bagni “Toscana Beach Sport” al Calambrone, stabilimento balneare del litorale pisano che frequento da anni assieme mia moglie.

E a un certo punto la carrozzina che lascio sempre “parcheggiata” accanto al mio ombrellone non c’era più – è il racconto di Roberto Fiore, un livornese costretto per colpa di una malattia a spostarsi con questo mezzo ormai da molto tempo –. È la carrozzina che uso in spiaggia e che mi permetteva, ormai devo purtroppo parlare al passato, di poter fare il bagno in mare, di muovermi agilmente sulla sabbia e di praticare tutte le altre operazioni “marine”. Il mezzo che mi è stato rubato è diverso dalla carrozzina standard che uso normalmente nella mia vita, quella per intendersi che si può trovare negli esercizi specializzati del settore».

Fiore è conosciuto a Livorno per la sua attività di blogger (con lo pseudonimo di “Bob Flower”) ed è attivo nel denunciare tutte le “violenze” (ad esempio l’occupazione dei posti auto riservati a chi ingombra i marciapiedi, ma non solo) che quotidianamente complicano la vita ai disabili. E “inchioda” i responsabili con foto che certificano l’avvenuto atto incivile, né più né meno come quelle pubblicate da Fabrizio Torsi, storico presidente della sezione livornese dell’Anp (Associazione nazionale paraplegici) e “poliziotto ad honorem” premiato dalla questura.

Ma torniamo alla carrozzina: «Carrozzina che tra l’altro – continua – era un’opera artigianale confezionatami da amici che ci avevano lavorato un bel po’ per far sì che potessi avere il miglior agio possibile nelle varie operazioni in spiaggia. Aveva per me quindi pure un valore affettivo, una dimostrazione di affetto da parte di gente che mi vuol bene. Sono convinto che una carrozzina di questo tipo possa avere un valore intorno ai 700 euro».

Fiore non ha idea di chi possa essere l’autore del furto: «Non saprei proprio. Non vorrei che fosse stato un atto puramente vandalico, poi magari l’hanno buttata chissà dove. E questa sarebbe l’opzione peggiore, ovvero il pensare che uno strumento preziosissimo per me sia stato l’oggetto di un “divertimento” di qualche sbandato. In seconda battuta – prosegue il derubato – posso pensare che qualcuno l’abbia fatto perché pensa di poterla rivendere e ricavarci qualche soldo. Chissà».

In queste ore moltissime persone hanno voluto dimostrare con messaggi o telefonate la vicinanza a “Bob Flower”. I gestori dello stabilimento «sono dispiaciuti ovviamente, ma loro non hanno responsabilità. Ho saputo fra l’altro che nei bagni accanto hanno avuto “visite” simili a quelle ricevute al “Toscana Beach Sport”.

Fiore conclude poi con una confessione: «Voglio avere speranza nel prossimo. Se chi ha commesso il furto avesse un minimo di rimorso di coscienza potrebbe riportarmela. Basterebbe che una notte, come me l’ha sottratta, me la riportasse al bagno. Peraltro io ad oggi non ho fatto denuncia e nemmeno ho intenzione di farla. Ci voglio sperare». 


 

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