Il Tirreno

Livorno

L'intervista

Livorno, bimbo nato in casa. L'emozione della caposquadra: «Ha spinto e l'ho preso fra le mani»

di Stefano Taglione
Lucia Motta, caposquadra della "Cri"
Lucia Motta, caposquadra della "Cri"

Lucia Motta è la volontaria della Croce rossa che ha assicurato il lieto fine in via del Marzocco: «Il padre urlava "Correte, vedo la testa". Ho avuto il tempo di posizionarmi davanti alla madre, che è venuto al mondo. Piangeva, ho coperto Thomas con un asciugamano e l'ho messo sul seno della mamma. Si è calmato»

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LIVORNO. «Quando abbiamo parcheggiato l’ambulanza, il marito è uscito di gran carriera urlando: “Correte, correte, vedo la testa”. Ho avuto giusto il tempo di posizionarmi davanti a lei: ha dato l’ultima spinta e l’ho preso fra le mani. Mi ha ricordato il mio parto, ho rivissuto quei bellissimi momenti, solo che chiaramente io ero in ospedale. Gli ho pulito la bocca con il mignolo, togliendogli il muco, poi l’ho avvolto in un asciugamano».

Via del Marzocco, sono da poco passate le 3 della scorsa notte. Thomas sta nascendo. Le contrazioni, in realtà, inizialmente non facevano presagire un parto imminente. In realtà il piccolo aveva fretta di venire al mondo. Ed è nato in casa grazie ai volontari della Croce rossa italiana. Grazie alla caposquadra Lucia Motta, che il bambino lo ha preso fra le mani, e ai suoi colleghi Erasmo Costagliola, fido compagno di turni notturni per il 118 nell’area nord della città, e Silvia Neri. È a loro che si deve il lieto fine, completato dal medico e dall’infermiere del 118 giunti subito dopo sull’automedica dell’Asl Toscana nord ovest. La mamma – una donna albanese di 33 anni, madre già di un bambino di sei, che in quel momento si trovava a dormire in casa della zia – sta bene, come il piccolo, e sono stati portati insieme al babbo in viale Vittorio Alfieri, diretti nel reparto di ostetricia e ginecologia.

«Mentre piangeva – racconta ancora Lucia – l’ho avvolto in un asciugamano e coperto con delle lenzuola che nel frattempo erano state preparate, poggiandolo al seno della mamma per farlo calmare. Poi è arrivato il medico e, dopo aver controllato tutti i parametri, siamo partiti per l’ospedale. Per fortuna non si sono verificati problemi nemmeno sull’ambulanza. In ospedale la donna ci ha ringraziato più volte, credo che in futuro ci rivedremo: io le porterò sicuramente dei fiori. Ci ha detto che “siamo forti”. Sì, siamo stati bravi, riuscendo a mantenere la calma in una situazione non semplice, con una famiglia comprensibilmente agitata. Lo era soprattutto il padre».

Per Motta, soccorritrice da 12 anni, è la prima esperienza del genere da quando, nel 2014, ha iniziato a “montare” in ambulanza. «Questi sono casi che fortunatamente accadono raramente – conclude – ma per molte volontarie rappresentano l’evento della vita, non vedono l’ora che accada perché il lieto fine è bellissimo».

Congratulazioni sono poi arrivate dal presidente del comitato livornese della Croce rossa italiana, Giacomo Artaldi. Il numero uno di via Lamarmora, molto emozionato, riconosce il grande lavoro svolto da Lucia, Erasmo e Silvia, gli “angeli” del turno di notte fra venerdì scorso e ieri, pronti ad aiutare la popolazione in difficoltà. «Un grande merito, quello dei nostri volontari – le sue parole – perché seguono dei corsi di formazione che li preparano a saper gestire eventi del genere, pur non essendo operatori sanitari. Questi risultati lo dimostrano, dobbiamo essere fieri di loro». 

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