Razzia di soldi e gioielli sul lungomare di Livorno: colpo da 55mila euro in un’abitazione
Anziana derubata mentre è fuori casa: i ladri sono riusciti a svuotare la cassaforte. Indaga la polizia, intervenuta con le volanti
LIVORNO. È rimasta fuori casa per meno di quattro ore. E quando è tornata ha trovato la cassaforte svuotata. Via tutti i gioielli, circa 50mila euro il loro valore. Via i contanti, 5.500 euro secondo quanto ricostruito. È un furto da capogiro quello che ha colpito, nella mattinata di mercoledì 15 luglio, un’anziana livornese che abita sul lungomare, in piazza San Jacopo in Acquaviva. La donna, una volta sul pianerottolo, ha trovato la porta del suo appartamento forzata e, una volta all’interno, la cassaforte (evidentemente non chiusa a chiave) aperta e svuotata di tutto il suo contenuto. Denaro, ma anche i gioielli, ricordi di una vita. Regali. Andati in fumo dopo l’irruzione dei malviventi che, con ogni probabilità, la tenevano d’occhio da tempo per poi agire sicuri che all’interno dell’abitazione non ci fosse nessuno.
L’arrivo della polizia
La signora, che era uscita di casa verso le 11 ed è rientrata poco prima delle 15, una volta scoperto del colpo ha immediatamente allertato il 112. Sul posto, dopo l’allarme alla centrale unica di emergenza, sono intervenuti gli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca, con gli agenti che hanno parlato con la vittima e raccolto la sua testimonianza. Secondo quanto appurato nell’immediatezza dei fatti nessuno nel condominio si sarebbe accorto di niente. Nessun rumore sospetto, seppur la porta sia stata comunque forzata, niente che facesse presagire al furto in atto. Motivo per il quale nessuno, in quelle quattro ore, ha chiamato le forze dell’ordine. Gli abitanti, evidentemente perché nessuno li ha incrociati, non hanno notato nemmeno i ladri fare su e giù per le scale. Non ci sono, insomma, testimonianze che possano aiutare a ricostruire la scorribanda criminale.
Le indagini
In zona, sicuramente, telecamere ci sono. Siamo a ridosso del lungomare, una delle aree più sensibili e sorvegliate della città. Almeno teoricamente. I ladri, con ogni probabilità, hanno usato una macchina per muoversi: tutto quell’ora, di certo, non lo hanno portato via a piedi. L’arco orario è esteso, le auto transitate da lì moltissime. In mancanza di ulteriori elementi, per gli inquirenti, sarà difficilissimo riuscire a risalire alla targa dell’auto in fuga, ammesso che ne sia stata appunto utilizzata una. Ma i poliziotti della Squadra mobile di via Fiume, coordinati dal vicequestore Riccardo Signorelli, si sono già mobilitati per riuscire a partire dai punti fermi di questa vicenda. E riuscire, quantomeno, a raccogliere uno “zoccolo duro” di testimonianze e prove che possano portare a raggruppare un qualche elemento certo. L’anziana, sicuramente, è stata tenuta d’occhio. Lei è uscita attorno alle 10. Fuori dal suo condominio, magari dalle 9, qualcuno ad analizzare il viavai degli inquirenti forse c’era. La speranza è che gli impianti di videosorveglianza dell’area, se inquadrano lì, lo abbiano ripreso.
I precedenti
Proprio pochi giorni fa, in questo caso in via della Leccia, era avvenuto un doppio furto dall’ingente bottino. Il primo raid era stato scoperto da una famiglia che abita al secondo piano di un condominio. Il proprietario era uscito di casa intorno alle 10,30 per fare alcune commissioni ed è rientrato verso le 11,45. Una volta aperta la porta si è trovato davanti le stanze completamente messe a soqquadro. I malviventi avevano rovistato in ogni stanza alla ricerca di oggetti di valore, riuscendo a portare via un centinaio di euro in contanti, quattro anelli con dei preziosi brillanti e un orologio di pregio. Immediata la denuncia ai carabinieri. Nello stesso frangente era stata la volta dell’appartamento di fronte. In questo caso i proprietari erano usciti alle 8,30 del mattino e sono rientrati alle 16. Anche qui la scena è stata la stessa: stanze rovistate e mobili aperti. I ladri sono riusciti a impossessarsi di due bracciali di perle, due anelli e due collane d’oro, per un valore complessivo stimato tra i cinquemila e i seimila euro. «Quando siamo tornati abbiamo trovato la casa sottosopra – racconta il proprietario, un settantanovenne livornese –. È stata una bruttissima sorpresa. Più del valore economico degli oggetti rubati, che pure è importante, dà fastidio sapere che degli estranei sono entrati nella tua abitazione. È una vera violazione dell’intimità», il racconto. Ora un nuovo colpo, ancora più ingente, in piazza San Jacopo in Acquaviva.
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