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Livorno, mancano 26 medici di famiglia: «Difficile coprire tutti i posti vuoti» – Cosa accadrà nei prossimi mesi

di Martina Trivigno
Livorno, mancano 26 medici di famiglia: «Difficile coprire tutti i posti vuoti» – Cosa accadrà nei prossimi mesi

La città di Livorno conta 26 zone carenti: sei nell’Aggregazione funzionale territoriale (Aft) Livorno nord, otto nell’Aft Livorno centro, sei nell’Aft Livorno sud e altre sei nell’Aft Livorno est

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LIVORNO. Mancano 28 medici di famiglia tra Livorno e Collesalvetti. Eppure la vera incognita non è tanto individuare le sedi vacanti, quanto trovare i professionisti che le coprano. La ricognizione approvata nei giorni scorsi dall’Asl Toscana nord ovest sulle zone carenti dell’assistenza primaria fotografa il fabbisogno del territorio e apre la strada alla successiva pubblicazione degli incarichi da parte della Regione Toscana.

L’analisi nel dettaglio

Nel dettaglio, la città di Livorno conta 26 zone carenti: sei nell’Aggregazione funzionale territoriale (Aft) Livorno nord, otto nell’Aft Livorno centro, sei nell’Aft Livorno sud e altre sei nell’Aft Livorno est. A queste si aggiungono le due zone carenti dell’Aft di Collesalvetti. Numeri che emergono dalla ricognizione fatta dall’Azienda sanitaria sulla base dei criteri previsti dall’accordo collettivo nazionale e dall’accordo integrativo regionale. In altre parole, il principio di partenza è quello del rapporto ottimale tra medici e assistiti, fissato in Toscana in un medico ogni 1.300 pazienti. Sulla base della popolazione assistibile, considerando anche i pensionamenti e le cessazioni previste, viene così calcolato il numero di professionisti necessario a garantire un’adeguata copertura sanitaria. Ed ecco che la differenza tra il fabbisogno teorico e i medici effettivamente presenti determina il numero delle zone carenti. «È una ricognizione del fabbisogno che abbiamo condiviso anche durante l’ultimo Comitato aziendale con l’Asl - spiega Massimo Angeletti, coordinatore dei medici di famiglia livornesi e segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) di Livorno -. I 1.300 assistiti sono un numero studiato per consentire ai medici di lavorare in condizioni sostenibili e, allo stesso tempo, garantire ai cittadini la possibilità di scegliere il proprio medico. Quando tutti gli ambulatori sono al completo, infatti, viene meno uno degli elementi fondamentali della medicina di famiglia, cioè il rapporto fiduciario: se un paziente vuole cambiare medico o un professionista non può più seguire un assistito, spesso non esistono alternative».

Il problema principale: reperire medici

La delibera firmata dalla direttrice generale Maria Letizia Casani rappresenta però soltanto il primo passaggio dell’iter. Prima della pubblicazione ufficiale delle sedi vacanti la normativa prevede infatti una serie di procedure: saranno offerte ai medici già in servizio possibilità di completamento dell’orario, verranno valutate eventuali richieste di mobilità e saranno espletati gli avvisi interni nelle aree a carenza prolungata. Soltanto al termine di questi passaggi l’Azienda sanitaria approverà l’elenco definitivo delle sedi rimaste effettivamente vacanti, che sarà trasmesso alla Regione Toscana per la pubblicazione. Resta però il problema principale: reperire i medici. «Purtroppo il numero dei professionisti che escono dal percorso formativo continua a essere inferiore rispetto al fabbisogno - osserva Angeletti -. Per questo il numero di domande è inferiore rispetto alle zone carenti pubblicate e una parte degli incarichi rimane inevitabilmente scoperta».Anche se va detto che Livorno, rispetto alle aree più periferiche della Toscana, continua a essere una sede più attrattiva, ma questo non basta ad azzerare il deficit. «La città richiama certamente più medici rispetto ad altre zone - continua il segretario della Fimmg -. Nonostante questo restano 26 carenze e difficilmente potranno essere coperte tutte. Sarà quindi ancora necessario il contributo dei colleghi già in servizio che, volontariamente, decideranno di proseguire l’attività oltre il pensionamento oppure di aumentare il proprio impegno, evitando che tanti cittadini restino senza medico di famiglia».

I segnali positivi

Secondo Angeletti, qualche segnale positivo arriva dal nuovo accordo regionale. «Tutti i medici che prenderanno servizio in Toscana potranno accedere ai contributi per avere una segreteria e personale infermieristico - evidenzia - . È una conquista importante perché migliorerà l’organizzazione degli studi e la qualità dell’assistenza. Da sola non risolverà la carenza di medici, ma renderà certamente più attrattiva la professione».La fotografia dell’Asl, dunque, certifica un fabbisogno reale: 28 medici in meno tra Livorno e Collesalvetti. La vera sfida, adesso, sarà trasformare quei numeri sulla carta in nuovi professionisti negli ambulatori del territorio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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