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Livorno, terrazza-degrado per arrivare al moletto di Antignano: è così da anni

Livorno, terrazza-degrado per arrivare al moletto di Antignano: è così da anni

È gestita dal Circolo velico: passa il tempo ma i lavori non partono. Il presidente: «Progetto pronto, manca la convenzione col Comune»

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LIVORNO Passano gli anni e quella terrazza vista mare che guarda il moletto di Antignano resta avvolta nel degrado. Grandi potenzialità fagocitate da reti metalliche, barche malmesse, erba alta, scarabocchi. Un vero peccato. È una zona di grande pregio paesaggistico del lungomare: è quella che dal viale scende verso il mare, in prossimità di Baracchina Nicla e giù fino ai bagni Roma, al moletto di Antignano e alla spiaggia del Sale. Ora più che mai è frequentatissima. È in gestione al Circolo velico.

«Una volta firmata la convenzione con il Comune, il circolo ha già praticamente un piano finanziario: per la nostra realtà si tratta di investimenti importanti». Così Andrea Mazzoni, presidente del Circolo Velico Antignano che ha la gestione anche di quel “non luogo” tutto da ridisegnare. Rigenerare. Riprogettare. È lui a descrivere lo stato attuale del progetto di riqualificazione della “terrazza sul mare” del circolo.

Il progetto di riqualificazione c’è, ha superato passaggi tecnici e autorizzativi, ma i lavori non sono ancora partiti. Due anni fa i primi annunci. A quanto dice il presidente, manca ancora la firma della convenzione col Comune.

«Essendo quella una zona sottoposta a vincoli paesaggistici e al parere della soprintendenza ci è voluto tempo per arrivare all’approvazione di un progetto condiviso con l’amministrazione comunale», va nei dettagli. L’ultima volta che il Tirreno parlò della situazione con Mazzoni era l’agosto di due anni. I lavori sarebbero dovuti partire a ottobre di quell’anno, per chiudersi prima dell’inizio dell’estate 2025. Niente è cambiato. E sono tanti i lettori a segnalarne il degrado al giornale della città. E chiederne i motivi.

Reti malmesse, transennamenti, murature fatiscenti con murale che poco o niente hanno di artistico: evidente è la differenza fra ciò che è oggi e ciò che potrebbe essere uno dei tratti più belli del mare di Antignano e grande punto di aggregazione grazie del Moletto, da sempre molto apprezzato dai livornesi di tutte le età.

Le reti limitano la visuale del mare. In parte sono divelte. C’è ruggine ovunque, diversi i natanti malmessi dimenticati in quel fazzoletto di vegetazione che guarda l’orizzonte blu.

Il senso di abbandono si tocca con mano. E le delimitazioni del perimetro, ormai deteriorate, certo non impediscono di entrare. Con un potenziale rischio per la sicurezza.

Negli anni, attorno a quell’angolo di costa, sono state avanzate diverse ipotesi di recupero: annunci, confronti e idee per rilanciare un’area considerata di grande valore paesaggistico e sportivo per la città. Ma concretamente, fino a oggi, nessun intervento strutturale è stato avviato e la situazione resta sostanzialmente immutata.

Il presidente Mazzoni spiega il progetto che sarà. Si prevede la riqualificazione e la messa in sicurezza della terrazza del circolo, con una destinazione legata alle attività sportive ma anche aperta alla cittadinanza. Nelle intenzioni del Cva dovrebbero trovare spazio aree attrezzature per l’attività fisica all’aperto, sul modello di quelle presenti sul viale, oltre a soluzioni per garantire l’accessibilità, compresi due posti auto riservati alle persone con disabilità.

L’iter progettuale, assicura il circolo, sarebbe ormai concluso. «Dal punto di vista progettuale il percorso è stato fatto». Il punto è la convenzione col Comune. Un passaggio necessario perché la destinazione urbanistica della particella impone un accordo tra il gestore dell’area e l’amministrazione comunale prima di poter procedere. «La parte sopra e gli interventi previsti saranno interamente a carico nostro», conferma Mazzoni, parlando di cifre comunque rilevanti. Di professione è dirigente bancario, presidente del Circolo dal 2020.

Parallelamente il Circolo Velico punta anche a sviluppare un progetto dedicato alla vela inclusiva. E’ il sogno del Cva. Nella zona in concessione sotto la terrazza dovrebbero sorgere strutture temporanee a supporto di attività sportive per persone con disabilità motorie e cognitive, insieme all’acquisto di imbarcazioni accessibili attraverso forme di finanziamento e contributi sportivi.l


 

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