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La difesa

Il prefetto con Salvini: «Il ministro mi aveva chiamato per la Darsena Europa»

di Martina Trivigno

	Il ministro Matteo Salvini e il prefetto Giancarlo Dionisi durante l'inaugurazione della sede della Lega a Firenze
Il ministro Matteo Salvini e il prefetto Giancarlo Dionisi durante l'inaugurazione della sede della Lega a Firenze

La replica di Dionisi dopo le immagini che ritraggono lui con il leader della Lega fra le bandiere del partito a Firenze e l'attacco del Pd: «Stavo aspettando di parlarci»

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LIVORNO. Nessuna partecipazione politica, ma un incontro istituzionale richiesto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, per fare il punto sulla Darsena Europa. Il prefetto di Livorno e commissario straordinario dell’opera, Giancarlo Dionisi, replica così alle critiche del Partito democratico, che ha puntato il dito sulla sua presenza all’inaugurazione della nuova sede regionale della Lega a Firenze.

Dionisi respinge così le accuse e ricostruisce quanto accaduto, spiegando che la sua presenza era legata esclusivamente all’appuntamento con il ministro. «Mi trovavo a Firenze esclusivamente perché il ministro Matteo Salvini mi aveva chiesto un incontro, a margine dell’inaugurazione della sede della Lega, per affrontare alcune questioni riguardanti la Darsena Europa, opera strategica non solo per Livorno ma per l’intera Toscana e per il sistema portuale nazionale – spiega –. Ho semplicemente atteso che il ministro terminasse il suo intervento pubblico; al termine abbiamo avuto il colloquio programmato e, subito dopo, ho lasciato il luogo dell’incontro. Francamente non vedo nulla di anomalo o di censurabile nel fatto che un prefetto e commissario straordinario della Darsena Europa incontri un ministro della Repubblica per discutere del futuro di un’infrastruttura così rilevante. Fa parte dei doveri istituzionali dell’incarico che ricopro e continuerò a confrontarmi con tutti i rappresentanti delle istituzioni ogni volta che ciò sarà utile agli interessi di Livorno e della Toscana».

Il rappresentante del governo a Livorno rivendica quindi il carattere istituzionale della sua attività, ricordando che, nel corso degli anni, ha avuto occasioni di confronto con esponenti di tutto l’arco parlamentare. Fra questi cita anche gli incontri avuti con Pier Luigi Bersani e Rosy Bindi, sottolineando che il dialogo con rappresentanti di maggioranza e opposizione rientra nei compiti di chi ricopre incarichi istituzionali e non può essere letto come una vicinanza politica. «Tentare di trasformare un normale incontro istituzionale in una polemica politica significa confondere deliberatamente i piani – conclude il prefetto –. Io continuo a occuparmi esclusivamente degli interessi del territorio e delle responsabilità che mi sono state affidate dal governo».

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