L’allarme
Livorno, precipita sotto gli occhi dei figli ad Antignano: «La staccionata ha ceduto, ho pensato di morire»
La donna, 59 anni, di Livorno ha poggiato la mano sulla staccionata ma il legno ha ceduto ed è piombata giù: «Stavo ridendo e scherzando con i miei figli quando sono sparita davanti ai loro occhi»
LIVORNO. «Ero davanti ai miei figli, davo la schiena al mare, ridevamo e scherzavamo: in una frazione di secondo appoggio la mano alla staccionata e cado giù». È ancora choccata mentre ne parla, la madre e moglie 59enne labronica.
Sono passati due giorni ma le lacrime le scendono, la voce trema al pensiero di quella caduta improvvisa. Quel volo di 2-3 metri, di schiena, giù, lungo la discesa che porta alla spiaggia Calalonga di Antignano. Subito l’ambulanza della Misericordia di Antignano che arriva, la stabilizzano, la corsa al pronto soccorso dove ne esce dopo tac, ecografie e tutti gli esami del caso venerdì alle 9 del mattino, dopo una serata e una notte intera passata in osservazione in ospedale. Sul posto anche i vigili del fuoco.
«Ho sbattuto violentemente giù la schiena e i polmoni, tra vegetazione e sassi: sono rimasta senza respiro e ho avuto veramente paura di morire, chiedevo alle tante persone che subito sono venute a soccorrermi e che ringrazio di cuore, di farmi parlare perché avevo paura di perdere conoscenza. Per fortuna non ho sbattuto la testa. Mi hanno messo subito il collare», prosegue la 59enne purtroppo protagonista di un incidente che mai dovrebbe accadere. È successo a lei, ma come sottolinea pure la diretta interessata, poteva accadere a tutti. A grandi, piccini, anziani che si fossero appoggiati a quella parte del corrimano in legno che sormonta la spiaggetta di sassi di Antignano.
«Ero sulla panchina di cemento lì vicino coi miei figli che sono grandi, a mangiarci una pizza per goderci il tramonto, a un certo punto mi alzo, mentre scherzo coi ragazzi appoggio una mano al parapetto in legno che immediatamente cede e io mi ritrovo giù: i miei figli mi hanno vista sparire davanti ai loro occhi. Si sono spaventati tantissimo». Il trauma si tocca con mano: «Anche adesso ho il fiato corto, ho dolori forti allo sterno e sono piena di tagli, lividi e dolori da tutte le parti», va avanti.
La parte di staccionata in legno che ha ceduto fa parte dei corrimano che guardano alla spiaggia Calalonga, arenile che nel febbraio 2025 è stato interessato – insieme ad altre zone danneggiate del lungomare – dai lavori di ripristino dell’area franata da parte del Comune, a seguito delle mareggiate del novembre e del dicembre 2023.
La baietta di Calalonga fu colpita pesantemente con parti di muretto e corrimano in legno finite giù nell’arenile. Poi i lavori (era la quarta fase degli interventi comunali) nel febbraio dell’anno scorso. Questo quarto pacchetto di interventi, aveva detto l’assessore ai Lavori Pubblici Federico Mirabelli al tempo, aveva un valore complessivo di 240mila euro.
«Io sono qui, nonostante sia sotto choc, a parlare di quello che mi è accaduto perché voglio augurarmi che possa servire affinché questi incidenti non accadano più: la manutenzione è essenziale, si deve fare costantemente per sicurezza. Soprattutto d’estate il lungomare diventa casa per livornesi e turisti, è il nostro luogo più amato, più frequentato e deve essere in sicurezza – e affonda ancora tra amarezza e rabbia – Non può accadere che una persona viene sul mare e una passeggiata e una pizza possano finire così, in ambulanza, perché ho appoggiato la mano al corrimano in legno».
La 59enne aggiunge: «E voglio sottolineare che io sono una persona di 63 chili, non mi sono messa in piedi né seduta sulla staccionata ma ho appoggiato solo la mano: se sbattevo la testa sarebbe forse finita in tragedia». E chiude: «Ringrazio di cuore tutti quelli che mi hanno soccorso, dalle persone in spiaggia alla Misericordia».
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