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Livorno, scontro fra due gruppi criminali: due arresti e 11 perquisizioni


	Due carabinieri al lavoro (foto d'archivio)
Due carabinieri al lavoro (foto d'archivio)

Blitz congiunto di polizia e carabinieri: documentata una tentata rapina in un negozio e vari agguati armati

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LIVORNO. Una lunga scia di violenze, rapine, inseguimenti, aggressioni armate e risse che per settimane ha alimentato la tensione in città, soprattutto in centro. All’alba del primo luglio la risposta di carabinieri e polizia è scattata con un’operazione coordinata dalla procura: due uomini di 30 anni sono stati arrestati e portati in carcere, mentre altri 11 sono stati perquisiti perché indagati per rapine consumate e tentate, lesioni aggravate, risse e porto di armi od oggetti atti a offendere.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Livorno. Contestualmente gli investigatori hanno eseguito numerose perquisizioni personali e domiciliari in varie zone della città alla ricerca di ulteriori elementi utili alle indagini. L’operazione ha impegnato gli agenti della Squadra mobile della questura e i militari del nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri, con il supporto dei commissariati di Piombino, Cecina e Rosignano, della digos, delle volanti della questura e dei militari della Compagnia di Livorno.

Sei episodi collegati

Secondo gli investigatori, i sei episodi contestati non sarebbero fatti isolati, ma tasselli di un'unica escalation di violenza nata dai contrasti fra due gruppi contrapposti della criminalità locale. Le indagini, avviate dopo gli interventi delle pattuglie sul territorio e sviluppate attraverso testimonianze e individuazioni fotografiche, hanno permesso di ricostruire una serie di aggressioni concentrate nell'arco di pochi giorni. Il primo episodio risale al 13 giugno, quando uno degli indagati avrebbe rapinato un connazionale del cellulare puntandogli un coltello alla gola. Due giorni dopo, il 15 giugno, si sarebbe verificato uno degli episodi più gravi. Due persone – come anticipato dal Tirreno – hanno fatto irruzione in un ristorante degli scali delle Cantine sfondando la vetrina con un machete. Una volta entrati, avrebbero spruzzato spray urticante al peperoncino nel tentativo di impossessarsi del registratore di cassa e dell’incasso. La reazione dei titolari avrebbe però mandato a monte il colpo. I due commercianti sono rimasti feriti sia dai colpi sferrati con il machete sia dalle schegge della vetrata andata in frantumi. Il giorno successivo tre uomini, in sella ad altrettanti scooter, avrebbero inseguito un connazionale dopo averlo minacciato con una pistola. Il 17 giugno, invece, cinque indagati avrebbero speronato con un’auto il motorino della vittima, facendola cadere sull’asfalto. Una volta a terra l’uomo sarebbe stato circondato da persone armate di coltelli, una mazza e un machete, che lo avrebbero minacciato di morte. Solo rifugiandosi all'interno di un negozio sarebbe riuscito a sottrarsi all'aggressione. Sempre il 17 giugno, in piazza Caprini, altri quattro indagati, a bordo di due auto e di una moto, avrebbero accerchiato un uomo. Durante l’azione uno di loro gli avrebbe puntato una pistola alla nuca, costringendolo a fuggire. Infine gli investigatori contestano ad almeno sei degli indagati la partecipazione alla violenta rissa avvenuta in piazza della Vittoria, caratterizzata dal lancio di oggetti e dall’accensione di fumogeni. Per quell’episodio sono ancora in corso accertamenti per identificare gli altri partecipanti.

Le armi sequestrate

Le perquisizioni hanno consentito di sequestrare un vero e proprio arsenale. Nelle abitazioni e nella disponibilità degli indagati sono stati trovati passamontagna, numerosi coltelli a serramanico, tre bombolette di spray al peperoncino da mezzo litro, un machete, una mannaia, una katana e oltre cinquemila euro in contanti, denaro del quale gli interessati non avrebbero saputo giustificare la provenienza. Durante l’operazione è stato inoltre arrestato un dodicesimo uomo, trentaseienne, trovato in possesso di circa 160 grammi di hashish che, secondo gli investigatori, erano destinati allo spaccio. L’inchiesta, coordinata dalla procura e condotta congiuntamente da polizia e carabinieri, prosegue per chiarire l’origine dello scontro tra i due gruppi criminali e accertare eventuali ulteriori responsabilità. Gli investigatori non escludono infatti che possano emergere altri episodi collegati alla stessa faida che nelle ultime settimane ha seminato paura in diverse zone della città.

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