Piazza Garibaldi, la fuga dei negozi - "Il Tegolo" alza bandiera bianca: «Ce ne andremo»
Il titolare dello storico ristorante contro la pedonalizzazione dell'area: «La situazione è precipitata, proprio dal 5 giugno il fatturato è crollato. Poi è tornato lo spaccio»
LIVORNO. Vent’anni trascorsi in Piazza Garibaldi, investimenti importanti, progetti di ampliamento e la convinzione di aver costruito un punto di riferimento della ristorazione cittadina. Oggi, però, Alessandro Panichelli, titolare del ristorante "Il Tegolo", guarda altrove. E non lo nasconde: se trovasse una soluzione alternativa, lascerebbe la piazza. Alla base della sua amarezza c’è soprattutto la pedonalizzazione dell’area, inaugurata nelle scorse settimane e considerata dal ristoratore la causa principale del drastico peggioramento della situazione economica e sociale del quartiere. «Per molto tempo qui si è lavorato bene», racconta Panichelli. «Avevo persino programmato nuovi investimenti per ampliare il locale, recuperare spazi interni oggi inutilizzati e aumentare i posti all’aperto con nuovi arredi. Avevo già ordinato parte del materiale. Adesso ho fermato tutto».
Secondo il titolare del Tegolo, il nodo principale riguarda la scomparsa dei parcheggi. Con la nuova organizzazione della piazza, sostiene, sono venuti meno circa 110 posti auto tra Piazza Garibaldi, via De Larderel e la zona del Cisternone. Una perdita che, a suo dire, penalizza soprattutto la clientela proveniente da fuori Livorno. «Il mio ristorante vive in gran parte di persone che arrivano dalla Fi-Pi-Li, dall’autostrada o dalle crociere. Se non trovano parcheggio, semplicemente rinunciano. E infatti le disdette sono aumentate».
Panichelli parla di un crollo del fatturato registrato a partire dal 5 giugno, data di apertura della nuova area pedonale. Una situazione che, sostiene, coinvolgerebbe anche altre attività storiche della piazza, come l’ottica e la profumeria. «Anche loro stanno pensando di andarsene. Se succederà, qui rimarrà un deserto». Ma il problema, precisa il ristoratore, non sarebbe rappresentato soltanto dalle cosiddette “brutte presenze”, che nella zona esistevano già in passato. La differenza, secondo lui, è che la pedonalizzazione avrebbe amplificato il fenomeno. «Prima certe situazioni c’erano, ma erano più contenute. Oggi la piazza è diventata un grande spazio libero e il degrado è aumentato. Si sono moltiplicati gli episodi di disturbo e sono tornate situazioni che sembravano superate».
Tra le criticità segnalate figurano il ritorno dello spaccio, in particolare nell’area della cosiddetta via del Pettine, episodi di inciviltà, sporcizia e comportamenti che, secondo Panichelli, allontanano i clienti e rendono difficile lavorare serenamente. Viene denunciata inoltre la presenza quotidiana di gruppi di ragazzi che sostano e giocano davanti all’ingresso del locale. Una situazione che avrebbe già provocato discussioni e momenti di forte tensione. «Chi viene a cena cerca tranquillità. In queste condizioni diventa difficile anche utilizzare gli spazi esterni». Da qui la decisione di congelare ogni progetto di sviluppo. L’idea era quella di ampliare il dehors e valorizzare ulteriormente il ristorante, sfruttando la riqualificazione della piazza. «Pensavo che il nuovo assetto potesse rappresentare un’opportunità. Invece è successo l’opposto».
Non manca poi una critica all’aspetto manutentivo dell’intervento. Panichelli sostiene che la grande opera pittorica realizzata sulla pavimentazione non sia mai stata adeguatamente pulita o lavata. «La strada è sporca e ormai si fa persino fatica a distinguere il disegno. Un’opera del genere avrebbe bisogno di manutenzione costante, invece è stata lasciata all’incuria».
Nel mirino finisce, seppur indirettamente, anche l’amministrazione comunale e in particolare l’assessora alla mobilità, Giovanna Cepparello. Il ristoratore contesta alcune scelte legate alla gestione degli spazi esterni e ritiene che le istituzioni abbiano sottovalutato gli effetti concreti della pedonalizzazione sulle attività economiche della zona. Per Panichelli la soluzione è una sola: rivedere il progetto, riaprire la strada alla circolazione e ripristinare i parcheggi eliminati. «L’unico modo per tornare a una condizione di quasi normalità è abolire la pedonalizzazione. Altrimenti Piazza Garibaldi rischia di perdere i suoi negozi e le sue attività storiche». Parole dure, che fotografano il malessere di una parte del tessuto commerciale cittadino e riaprono il dibattito sul difficile equilibrio tra riqualificazione urbana, vivibilità degli spazi pubblici e sopravvivenza delle attività economiche.
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