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Livorno, asili a orario ridotto per il caldo: scoppia la protesta dei genitori

Livorno, asili a orario ridotto per il caldo: scoppia la protesta dei genitori<br>

La lettera al Comune: «Ora è impossibile modificare i nostri impegni»

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LIVORNO. Scoppia la protesta dei genitori dei servizi educativi comunali 0-6 anni dopo la decisione del Comune di ridurre l’orario di apertura fino al termine dell’anno educativo a causa dell’ondata di caldo. La misura, comunicata martedì scorso, prevede per tutti i nidi e le scuole dell’infanzia comunali l’uscita anticipata tra le 12 e le 13,30. «In via precauzionale, alla luce dei bollettini meteorologici regionali che segnalano temperature molto elevate – si legge nella comunicazione dell’amministrazione – i servizi educativi e scolastici comunali 0-6 anni effettueranno un orario ridotto». Il Comune ha precisato che si tratta di una disposizione gestionale che riguarda esclusivamente le strutture comunali, e non i nidi in concessione né le scuole statali.

La decisione, però, ha innescato la reazione immediata di numerose famiglie, che parlano di scelta «inaccettabile» per tempi e modalità. In una lettera indirizzata al sindaco, alla vicesindaca e ai dirigenti del settore, i genitori scrivono: «Esprimiamo la nostra profonda indignazione per la comunicazione ricevuta in data odierna relativa alla riduzione dell’orario». Pur riconoscendo la necessità di tutelare la salute dei bambini, aggiungono che «una decisione con conseguenze così rilevanti per centinaia di famiglie non può essere comunicata con poche ore di preavviso».

Nel documento si sottolinea anche l’impatto organizzativo sulle famiglie lavoratrici: «Molti genitori hanno orari rigidi e non possono modificare i propri impegni nel giro di poche ore». La riduzione dell’orario viene definita una «significativa diminuzione del servizio erogato», con ricadute dirette sull’organizzazione quotidiana. I genitori chiedono infine chiarimenti e interventi: «Chiediamo di spiegare le valutazioni che hanno portato alla decisione, di rendere pubblico un piano di adeguamento climatico e di garantire in futuro comunicazioni tempestive». E concludono: «I bambini hanno diritto a spazi sicuri e i genitori a servizi affidabili e programmati».

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