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Livorno, i ladri ancora alla Caritas: struttura costretta a restare chiusa

di Stefano Taglione
I segni del passaggio dei ladri alla Caritas
I segni del passaggio dei ladri alla Caritas

Lunedì 15 giugno stop ai servizi: si cercherà di ripartire al più presto con cucina e mensa. Purtroppo è l'ennesimo raid dopo i molti colpi all'Emporio solidale

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LIVORNO. Uffici messi a soqquadro, documenti sparsi sul pavimento, armadi e cassetti aperti e rovistati. Ma soprattutto una mensa e una cucina danneggiate al punto da impedire il regolare svolgimento delle attività. È il bilancio dell’ennesimo furto subìto dalla Caritas di via La Pira nuovamente presa di mira dai ladri entrati all’interno nei giorni scorsi. Qualche mese fa, ad esempio, dopo le scorribande nell’Emporio solidale era entrati pure nell’abitazione al piano di sopra, dove vive un sacerdote. L’episodio ha provocato danni ancora in corso di quantificazione e costringerà la Fondazione a sospendere i propri servizi almeno per oggi.

Nei prossimi giorni saranno effettuate ulteriori verifiche per accertarne l’entità complessiva e stabilire i tempi necessari per il restyling totale. Non è escluso che alcune attività possano rimanere ferme anche oltre l’inizio della settimana. Le immagini scattate dopo l’intrusione mostrano fascicoli, documentazione amministrativa e materiale di lavoro gettati a terra, mentre gli spazi utilizzati quotidianamente dagli operatori sono stati completamente rovistati. A preoccupare maggiormente, tuttavia, sono le conseguenze sulla mensa e sulla cucina, servizi essenziali per l’assistenza alle persone e alle famiglie in difficoltà che ogni giorno si rivolgono alla Caritas. Sono in corso gli accertamenti per verificare cosa sia stato effettivamente sottratto. Oltre al danno economico, resta però il peso delle conseguenze operative provocate dall’intrusione criminale. Una situazione che colpisce una realtà impegnata quotidianamente nel sostegno ai più fragili e che rischia di ripercuotersi proprio su chi beneficia dei servizi offerti dalla Fondazione.

Alla rabbia per quanto accaduto si aggiunge una denuncia che i responsabili della Caritas rilanciano da tempo. Secondo quanto riferito dalla direzione, infatti, le strutture della Fondazione sono state più volte oggetto di intrusioni e danneggiamenti, come riportato anche dal Tirreno. «In diverse occasioni la persona ritenuta responsabile di alcuni episodi sarebbe stata ripresa dai sistemi di videosorveglianza, senza che questo abbia portato a provvedimenti restrittivi», spiegano.

Amarezza viene espressa dal direttore Guido De Nicolais e dal presidente don Alberto Vanzi, che da tempo segnalano alle istituzioni e alle forze dell’ordine le criticità legate alla sicurezza delle sedi operative. «Fa particolarmente male vedere colpita una realtà che ogni giorno lavora per aiutare chi vive situazioni di difficoltà – spiegano –. Al di là del danno materiale, ancora da quantificare, ciò che lascia sgomenti è il gesto in sé: sono stati presi di mira luoghi che rappresentano un punto di riferimento per tante persone e famiglie del territorio. È difficile accettare che realtà impegnate quotidianamente nel sociale debbano convivere con il timore di nuove intrusioni – aggiungono –. Questa situazione evidenzia un problema che riguarda la tutela e la sicurezza delle strutture che operano a favore della collettività». Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine. Nel frattempo la Fondazione è al lavoro per rimettere in sesto gli uffici, la mensa e la cucina e garantire, nel più breve tempo possibile, la ripresa dei servizi. 

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