Il Tirreno

Livorno

Delitto a Castellaccio

Omicidio a Livorno: droni, cani e oltre 50 volontari. Ma la donna scomparsa ancora non si trova

di Stefano Taglione
L'avvio delle ricerche (foto Stick)
L'avvio delle ricerche (foto Stick)

Le associazioni di protezione civile hanno battuto la collina palmo a palmo alla ricerca di Zehra Dogan. Eika, pastore tedesco della Misericordia di Vicarello, non ha rilevato tracce

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LIVORNO. Hanno battuto palmo a palmo le campagne del Castellaccio. Oltre 50 volontari delle associazioni di protezione civile, vigili del fuoco, droni e unità cinofile dalla mattinata dell'11 giugno stanno perlustrando senza sosta le colline livornesi alla ricerca di Zehra Dogan, la trentaduenne curda, di nazionalità turca e residente in Germania, svanita nel nulla dopo la barbara esecuzione del suo fidanzato Yilmaz Tas, ucciso con due colpi di pistola domenica 7 giugno accanto al centro sociale “Fabrizio Gioli”, in via di Quercianella. La donna, nata a Istanbul il 2 novembre del 1993, negli ultimi giorni era con lui. Il pomeriggio prima del delitto la coppia faceva il bagno nella piscina della villa presa in affitto a poche centinaia di metri dal luogo dove il compagno, richiedente protezione internazionale in Italia perché perseguitato nel Paese d’origine, ha trovato la morte.

Sotto il coordinamento della pm Sabrina Carmazzi e della Direzione distrettuale antimafia di Firenze, e le indicazioni della polizia di Stato alla quale l’inchiesta è stata delegata, i pompieri hanno impartito le istruzioni ai volontari della protezione civile (chiamati sia dal Comune che dalla Provincia) dividendo l’area delle ricerche in zone affidate a ciascuna squadra, composta ognuna da 5-6 persone. Gli uomini e le donne delle onlus, vanto della Livorno che aiuta il prossimo, hanno scandagliato ogni anfratto possibile, ben sapendo di poter trovare una donna viva o deceduta. Il cane molecolare della Misericordia di Vicarello – una femmina di sette anni, Eika, razza pastore tedesco – dopo aver annusato alcuni indumenti della trentaduenne, con la sua conduttrice si è mosso per i campi alla ricerca di eventuali tracce, purtroppo senza esito. I quattro giorni trascorsi dalla scomparsa, purtroppo, non aiutano. Ma nulla è comunque ancora compromesso.

A collaborare con la Squadra mobile, diretta dal vicequestore Riccardo Signorelli, numerose associazioni che nella nostra città non esitano mai ad aiutare chi ha bisogno, supportando la popolazione nelle emergenze. Il cuore di una Livorno solidale, un fiore all’occhiello riconosciuto in Toscana e non solo. Svs, Anpana, Croce rossa, Cisom, Gruppo 105 e 205, Associazioni nazionali dei carabinieri e della polizia di Stato, O.mar Sub, le Misericordie di via Verdi, Antignano-Livorno sud, Montenero e Vicarello solo per citarne alcune.

Le ricerche – le quali, come anticipato dal Tirreno, con gli agenti della questura, la polizia provinciale, la protezione civile e i vigili del fuoco erano già scattate nella serata di mercoledì scorso – si sono protratte fino a quando la luce del sole lo ha reso possibile e proseguiranno nelle prossime ore fino a che ogni speranza risulterà vana. Parallelamente, la procura guidata dal magistrato Maurizio Agnello, attraverso la questura ha diramato le ricerche in tutta Italia e non solo, delegando ogni accertamento ai poliziotti livornesi. Con Europol, che ha ricevuto la segnalazione da Livorno, gli occhi di tutto il continente sono stati allertati per rintracciare Zehra Dogan. Se verrà fermata a un posto di controllo, alloggerà in un hotel o verrà sorpresa in giro, dovrà essere convocata in via Fiume come persona informata sui fatti.

La speranza è che sia viva. Se lo augurano tutti, familiari in primis, che non sapevano niente della sua frequentazione con Yilmaz Tas e che, attraverso il cognato, sono arrivati a Livorno per cercarla sulle tracce del segnale gps della sua auto, una Mercedes grigia, sequestrata dagli inquirenti nel giardino della villa da sogno affittata per tutto il mese di giugno. 

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