Il Tirreno

Livorno

Storia e memoria: l’evento

Livorno-Chio: la Grecia rivive a Villa Rodocanacchi davanti a oltre 300 persone

di Francesca Suggi
Livorno-Chio: la Grecia rivive a Villa Rodocanacchi davanti a oltre 300 persone

Grande successo per la festa al calasole grazie a Reset e al Borgo dei Greci. «Eravate in tanti, grazie»

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LIVORNO La Grecia dei Rodocanacchi rivive nella villa di famiglia. A Monterotondo. Oltre trecento persone alla festa. Un successo che porta il nome delle due associazioni Reset e Borgo dei Greci che per la prima volta si uniscono per riportare la dimora storica della Belle Epoque al tempo che fu.

Il grande successo della festa greca

I balli dell’isola di Chio.  La mastiha. L’aperitivo ellenico che si scopre grazie al presidente del Borgo dei Greci Umberto Cini. La visita nel parco, arricchita del nuovo viale dei Piedistalli appena riportato alla luce dai volontari dell’associazione presieduta da Giuseppe Pera. L’ennesimo tassello di un viaggio ottocentesco che passa dal laghetto con l’isoletta nel mezzo, dal mulino, dal pozzo, dagli imbarcaderi. E tanto altro ancora. Quello che va in scena ieri, sabato 6 giugno, dalle 17 in poi è una “prima”. Godersi la storia al calasole.

Livorno e Chio

Unire le forze della cittadinanza attiva. E mettere a disposizione della collettività il patrimonio della Livorno delle Nazioni. Un patrimonio che ben spiega Cini, durante la serata. Mette in evidenza l’origine delle famiglie che abitarono quelle dimore, i Maurogordato e i Rodocanacchi, entrambe provenienti dall’isola di Chio. E fa un po’ di storia: «I primi loro componenti arrivarono come profughi a Livorno intorno al 1822, per rifarsi una vita dopo che le rappresaglie ottomane contro l’isola insorta avevano spazzato via la sua popolazione, in gran parte massacrata o ridotta schiava. A rifarsi una vita, da abili mercanti quali erano, riuscirono in due generazioni, e le splendide ville con i loro parchi volevano essere il simbolo di questa rivincita sulle avversità». E guarda a Chio: «Ma dall’isola abbandonata (rimase ottomana fino al 1912) portarono con sé altri tesori, materiali o immateriali: innanzitutto le danze proprie di Chio che il 6 giugno saranno eseguite dal gruppo Atena diretto da Gogò Bourou, e poi un prodotto unico e quasi leggendario, la mastiha, il nostro mastice, che è poi la resina profumata di una varietà di lentisco che cresce solo a Chio, dove è coltivata da secoli». Cini svela (e c’è anche l’assaggio) i mille usi di questa sostanza naturale, antesignana del chewing-gum, e dei legami tra Chio e Livorno.

Tutti insieme, per far tornare a vivere la villa

I livornesi guardano le danze del gruppo Atena. Si uniscono ai balli. Un cerchio che vuole essere anche un augurio. Che anche la storica dimora torni ad aprirsi con la sua meravigliosa terrazza il stile giapponista. Un appello alla Asl, proprietaria del bene che 3 anni fa ha sottoscritto un patto di collaborazione con Reset per la cura del parco secolare di quella villa che fu della famiglia greca dei Rodocanacchi.

Un augurio festoso. 

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