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Vigili urbani livornesi come cowboy: ipotesi “lazo” al vaglio del Comune – Che cos’è il Bolawrap

di Franco Marianelli
Vigili urbani livornesi come cowboy: ipotesi “lazo” al vaglio del Comune – Che cos’è il Bolawrap

Lo strumento “spara” un laccio ma prima deve essere inserito nel regolamento

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LIVORNO. È soltanto questione di tempo, ma presto gli agenti della polizia municipale di Livorno avranno uno strumento in più per fronteggiare i malviventi: a pistola e manganello si aggiungerà – se la procedura già avviata non troverà ostacoli – il Bolawrap.

Di che si tratta? È uno strumento che contiene una sorta di “bolas”, ovvero un laccio in kevlar di due metri e mezzo alle cui estremità sono legate due piccole “ancore” con quattro uncini. Il tutto è contenuto in un apposito strumento che, al bisogno, “spara” il laccio che, una volta lanciato, si arrotola alle gambe o al tronco della persona da contenere, immobilizzandola.

«La mia proposta originaria era quella di dotare la polizia municipale del taser – spiega Costanza Vaccaro, oggi capogruppo consiliare di “Dimensione Bandecchi” (ma leghista ai tempi della presentazione della proposta), il partito che fa riferimento al sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ideatrice della proposta in consiglio – ma da parte della maggioranza si levarono voci contrarie in virtù della presunta pericolosità di questo strumento. A questo punto avanzai, a mo’ di compromesso, la proposta del BolaWrap che è stata approvata dal consiglio comunale. Il fatto è che tutto questo è avvenuto circa due anni fa e le ultime notizie che ho in materia è che la giunta ha avviato il percorso dichiarando l’intenzione di completare gli atti entro la fine dell’anno. Ovviamente continuerò a monitorare la richiesta affinché gli impegni vengano rispettati».

A fare il punto sulla situazione odierna in merito al BolaWrap è Lorenzo Lazzerini, dirigente comunale, attualmente facente funzione di responsabile della polizia municipale. «La pratica è ferma per un motivo preciso: questo atto, per sua natura, necessita di essere inserito all’interno del regolamento della polizia municipale, regolamento che peraltro è in fase di revisione – evidenzia – . Appena lo potremo inserire potrà cominciare la sperimentazione dello strumento».

Impossibile poi non ascoltare il parere del security manager del Comune, Giampaolo Dotto, peraltro ex poliziotto. «Diciamo che il provvedimento mi lascia un po’ perplesso – commenta Dotto – : non so fino a che punto possa essere utile per gli operatori. Mi sembra che nel resto d’Italia non abbia avuto grandi successi. In tutti i casi proviamolo, poi vedremo».


 

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