Livorno, «Gravi vizi e ritardi nella ristrutturazione»: condannati l’impresa e il direttore dei lavori
Per il tribunale ciivle devono risarcire i proprietari di un appartamento di via San Gaetano per oltre 40mila euro
Livorno Un’azienda edile e il direttore dei lavori dovranno risarcire oltre 44mila euro a due donne livornesi per «i gravi vizi e i ritardi nei lavori di ristrutturazione di un appartamento in via San Gaetano». È quanto stabilito dal tribunale civile, con una sentenza pronunciata dal giudice Giulio Scaramuzzino al termine di una causa scaturita da un contratto stipulato nel gennaio 2022, oltre quattro anni fa.
Secondo quanto ricostruito i lavori di manutenzione straordinaria dell’immobile – che avrebbero dovuto concludersi entro il 30 giugno dello stesso anno – sono stati caratterizzati da «difetti esecutivi, opere incompiute e difformità rispetto al progetto concordato». Le contestazioni hanno portato prima alla sospensione del cantiere e poi all’interruzione definitiva dei lavori da parte dell’impresa, con i committenti che hanno poi fatto causa.
Il giudice ha accertato una responsabilità contrattuale, ripartita nel 60% a carico dell’impresa edile e nel 40% imputabile al direttore dei lavori, un ingegnere livornese di 43 anni, ritenuto responsabile per omessa e insufficiente vigilanza sull’esecuzione delle opere. Determinante, nella decisione, la consulenza tecnica d’ufficio, che ha quantificato i costi necessari per eliminare i vizi e completare gli interventi di ristrutturazione. Nel dettaglio, il tribunale ha riconosciuto danni per 37.113,98 euro verso la proprietaria principale (una trentunenne) e per 6.952,08 euro in favore della comproprietaria, una donna di 42 anni. L’impresa è stata condannata a versare 21.030,46 euro alla prima e 4.171,25 euro alla seconda, mentre il direttore dovrà corrispondere 16.083,52 euro e 2.780,83 euro.
Il giudice ha inoltre disposto che la compagnia assicurativa del direttore dovrà tenerlo indenne, trattandosi di una responsabilità derivante dall’attività di direzione e vigilanza. Pesante anche il capitolo delle spese di lite, con condanne a risarcire oltre 11mila euro per il giudizio di merito, più altri 3.827 per il procedimento di accertamento tecnico, oltre a spese, accessori di legge e costi della consulenza tecnica, ripartiti secondo le rispettive quote di responsabilità.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
