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Livorno, escalation di furti nelle chiese: almeno 11 colpi da inizio anno

di Stefano Taglione
Don Alessandro Merlino
Don Alessandro Merlino

L’ultimo episodio è avvenuto nella chiesa di San Matteo, in via Provinciale Pisana. Due ladri, ripresi dalle telecamere, hanno rubato un candeliere e un lavabo liturgico

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LIVORNO. Una lunga scia di furti nelle chiese livornesi. A rivelare quella che da mesi è diventata una vera e propria emergenza è don Alessandro Merlino, parroco alla guida delle comunità di San Matteo, in via Provinciale Pisana, San Pio X, alle Sorgenti, e Nostra Signora di Fatima, in Corea. Nel mirino dei ladri, lunedì 18 maggio, è finita la prima dell’elenco, peraltro per la terza volta da gennaio ad oggi. I numeri, come anticipato, descrivono una frequenza di raid allarmante.

Da gennaio ad oggi si registrano quattro colpi a San Pio X e tre, come appena evidenziato, a San Matteo. Ma ad aprile si era registrato un assalto con danni all’appartamento del parroco anche a Santa Lucia ad Antignano, mentre negli stessi giorni, padre Roberto, parroco dei Cappuccini aveva denunciato durante l’omelia i continui raid dei ladri. In totale siamo a ben oltre 11 furti da inizio anno. La dinamica si ripete secondo due modalità distinte: l’intrusione forzata di notte o il furto fulmineo durante le ore di apertura. «Da gennaio ad oggi la situazione è drammatica – spiega don Alessandro Merlino – anche perché durante i mesi invernali hanno spesso forzato gli accessi per entrare. Il bersaglio principale sono le cassette delle elemosine e l’azione dei responsabili è documentata dalle immagini del sistema di videosorveglianza interna. Questi tipo di furto, nelle cassette, capitano praticamente ogni settimana».

I presunti responsabili sono a lui noti: «Si tratta di persone conosciute in zona, italiane di cui si conoscono anche gli indirizzi di residenza. I filmati mostrano sempre le stesse facce: in particolare un giovane di 22 anni e un uomo sulla cinquantina, quest’ultimo di alta statura e col codino». L’ultimo episodio in ordine cronologico ha visto la sparizione di arredi sacri dall’altare. «Hanno agito mentre la chiesa era aperta – continua il sacerdote – portando via un candeliere in ottone dorato del valore stimato tra i 200 e i 300 euro, insieme al piattino e al vasetto utilizzati per il lavabo liturgico, da un centinaio di euro». Al valore degli oggetti si somma l’entità dei danni provocati per guadagnare l’ingresso nei locali.

Le parrocchie, di conseguenza, si trovano a dover sostenere continui esborsi per la riparazione dei serramenti. Due settimane fa, ad esempio, il portone centrale di una delle parrocchie è stato forzato piegando il chiavistello di sicurezza. Nella chiesa di Nostra Signora di Fatima «gli ingressi sono stati sfondati ripetutamente dall’inizio dell’anno», prosegue don Merlino. A San Pio X, invece, «i ladri hanno rubato persino un decespugliatore utilizzato per la manutenzione delle aree verdi», rivela. «Queste continue riparazioni comportano spese importanti per le nostre casse», sottolinea il prete, che in passato è stato parroco pure a Rosignano. «Oltre al danno economico, c’è un forte stress legato alla regolarità dei colpi: la frequenza è ormai di un’intrusione a settimana, non ne possiamo davvero più e abbiamo da tempo sporto denuncia».

Il fenomeno non risparmia nemmeno le strutture assistenziali. Episodi analoghi hanno infatti interessato la parrocchia di Santo Stefano e i locali della Caritas di via La Pira, col suo emporio solidale, dove si sono registrati ammanchi importanti soprattutto di cibo, con l’irruzione a casa di un prete in pensione mentre stava dormendo. I ladri, fra l’altro, stanno colpendo con regolarità anche i negozi di via Provinciale Pisana, con residenti e commercianti che chiedono più controlli per porre fine ai numerosi raid che stanno mettendo a dura prova i negozi.

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