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Livorno, riapre il ponte di via Collinet: «E ora via ai lavori in via di Popogna»

di Flavio Lombardi
Livorno, riapre il ponte di via Collinet: «E ora via ai lavori in via di Popogna»

Alle 16,30 inaugurazione e via al traffico alla presenza del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Si tratta del più grande lotto in città dal punto di vista economico

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LIVORNO. Livorno ritrova uno dei suoi collegamenti strategici. Oggi 15 maggio, alle 16,30, il nuovo ponte di via Collinet sarà ufficialmente inaugurato e aperto al traffico con il taglio del nastro alla presenza del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Un momento atteso da mesi dai cittadini, dopo un cantiere lungo e complesso che ha cambiato il volto della zona sud della città e che rappresenta uno degli investimenti pubblici più importanti degli ultimi anni sul territorio livornese.

L’apertura della nuova arteria arriva mentre in via Cattaneo è stata attivata la bretella provvisoria necessaria per consentire la demolizione del vecchio ponte e la successiva ricostruzione. Due interventi collegati tra loro, pensati per ridisegnare la viabilità e soprattutto migliorare la sicurezza idraulica dell’area dopo la terribile alluvione che in città, nella notte fra il 9 e il 10 settembre del 2017, ha seminato morte e distruzione. Il ponte di via Collinet, però, è diventato anche il simbolo di un’opera pubblica portata avanti tra difficoltà tecniche, modifiche progettuali e inevitabili disagi per residenti e automobilisti.

A spiegare il senso dell’intervento e le ragioni dei ritardi è Enzo Di Carlo, dirigente del Genio civile e responsabile dei lavori per la Regione, che ripercorre le ultime settimane del cantiere nel corso di una conversazione con il giornalista. «Ci eravamo dati come data di riapertura fine febbraio – racconta – ma siamo arrivati un po’ lunghi perché abbiamo avuto alcune criticità legate alle opere di finitura. Per la consegna formale servivano la certificazione dell’illuminazione, l’ok del collaudatore e tutte le prove di carico del ponte. Operazioni che sono leggermente slittate, ma il risultato finale è venuto molto bene e siamo contenti».

Parole che fotografano il clima di un cantiere seguito passo dopo passo anche sotto il profilo comunicativo, con la necessità di spiegare ai cittadini perché i tempi si siano allungati rispetto al cronoprogramma iniziale. Una chiara volontà di limitare il più possibile i disagi alla circolazione, coordinando le aperture e le chiusure delle varie strade interessate dai lavori. «Con la riapertura del ponte – prosegue Di Carlo – si chiude questo tratto e possono iniziare gli interventi in via di Popogna, garantendo continuità al traffico e possibilità di spostamento ai cittadini. Abbiamo voluto mantenere la linea adottata su Livorno: magari accumulare un po’ di ritardo, ma limitare i disagi provocati da tutti questi cantieri aperti contemporaneamente».

Il dirigente del Genio civile sottolinea anche la portata economica dell’intervento: «Questo è stato un lotto grandissimo, penso il più grande in termini economici realizzato finora su Livorno». Un’opera che non riguarda soltanto il ponte, ma un intero sistema di messa in sicurezza del rio Ardenza, con nuove scogliere, allargamento dell’alveo, viabilità ridisegnata e percorsi ciclabili. Già nel settembre scorso, quando le gigantesche travi in acciaio da 26 tonnellate venivano posate sopra il corso d’acqua grazie ai mezzi speciali della ditta Bettarini, il cantiere mostrava tutta la sua imponenza.

La Paeco – l’azienda capogruppo dell’associazione temporanea di imprese incaricata dell’opera con sedi a Matera, in Basilicata, e a Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze – aveva ripreso le attività dopo una fase di stop, accelerando sulle operazioni più delicate. Scendendo nel letto del rio Ardenza si poteva osservare il grande lavoro di consolidamento realizzato sulle sponde: massi ciclopici, scogliere di protezione, palificazioni di rinforzo e una sezione idraulica completamente ridisegnata.

Il nuovo ponte è stato concepito per sostenere portate d’acqua molto superiori rispetto al passato, con un alveo allargato quasi quattro volte e una luce di 32 metri. «All’epoca – spiegava Di Carlo durante il sopralluogo – si trattava di un’opera fondamentale per garantire sicurezza alla popolazione. Un lavoro enorme, da quasi 13 milioni di euro complessivi nella zona, portato avanti senza interruzioni nonostante problemi di sottoservizi, interferenze e modifiche richieste in corso d’opera».

Dopo la posa delle travi, il cantiere è proseguito con le predalles (lastre piane in calcestruzzo tralicciate prefabbricate, ad armatura lenta ndc), l’ossatura della soletta, quindi con la realizzazione della nuova rotatoria tra via Collinet e via Garzelli, dei guardrail, della pista ciclabile e dei sottoservizi definitivi. Parallelamente sono state progettate ulteriori opere di difesa idraulica verso monte e verso valle, considerate necessarie anche dopo gli eventi meteorologici del marzo dell’anno scorso.

Oggi quel lungo percorso arriva a compimento. L’inaugurazione del ponte segna infatti non soltanto la restituzione di un collegamento viario fondamentale tra due parti della città, ma anche l’avvio di una nuova fase di lavori destinata a completare il grande piano di messa in sicurezza dell’Ardenza. Con l’obiettivo, ribadito più volte dai tecnici regionali, di coniugare sicurezza, mobilità e minori disagi possibili per i cittadini. l

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