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La scalata dei Giovani Dem livornesi: Bernardo Taddei eletto segretario regionale

di Juna Goti
La scalata dei Giovani Dem livornesi: Bernardo Taddei eletto segretario regionale

Nuovo “colpo” dopo la nomina di Mia Diop vicepresidente della Toscana

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LIVORNO. Studia legge a Pisa, sogna di fare il professore universitario, «soprattutto ricerca, poi vedremo». Si è diplomato al liceo Enriques di via della Bassata, dopo essere cresciuto sui banchi delle scuole di Borgo (alle Bini e alle Teseo Tesei), il rione dei nonni. È iscritto ai Gd dall’anno del Covid, si dice appassionato più alla vita di partito che alle carriere amministrative. E a dispetto della faccia da giovanissimo quale è, con i suoi 23 anni, parla già come un politico esperto: da domenica il livornese Bernardo Taddei è il nuovo segretario toscano dei Giovani Democratici.

È stato eletto all’unanimità dagli 80 delegati riuniti da tutta la regione a Poggibonsi, casa del segretario uscente Filippo Giomini (che per la cronaca è stato appena promosso numero due a livello nazionale, tanto per dare un’idea delle porte che si possono aprire dal granducato). Per Taddei è di fatto un incarico di primissimo piano sul fronte delle giovanili di partito, dove si punta a formare la classe politica di domani, in questo caso del Pd.

E con quest’ultima notizia non può sfuggire che proprio i Giovani Dem livornesi (che per statuto devono lasciare la tessera quando compiono trent’anni) negli ultimi tempi hanno piazzato almeno tre colpi: l’elezione di due rappresentanti in consiglio comunale alle elezioni amministrative, Lorenzo Midili e Mia Diop; il triplo salto in avanti della stessa Diop, nominata da Eugenio Giani vicepresidente della Regione dopo le elezioni dello scorso autunno; ora la scelta di Taddei come numero uno dei GD a livello toscano.

Una promozione che lo costringe a lasciare la presidenza dei Giovani Dem livornesi, assunta il 21 gennaio («e non è un caso») del 2023: aveva raccolto il testimone di Giulio Profeta, ora dovrà essere l’assemblea provinciale dei Gd (che qui sono una sessantina, più di mille in tutta la toscana) ad eleggere il nuovo presidente.

«È un incarico importante – reagisce – alla fine la nostra è l’organizzazione giovanile più ampia in Toscana guardando allo scacchiere sia del centrosinistra che del centrodestra. Lo vivo con senso di responsabilità sia nei confronti delle iscritte e degli iscritti sia nei confronti di una fascia generazionale che guarda alle istanze del centrosinistra e del Pd. Dobbiamo riuscire a capire come intercettare quell’elettorato che è andato a votare all’ultimo referendum, capire come diventare uno spazio dove si sente rappresentato».

Quando gli viene chiesto cosa metterà in cima alla sua agenda, cita alcuni cavalli di battaglia dei Gd. Partendo dalla volontà di «contrastare la narrazione nei confronti della nostra generazione, di chi ci vuole rappresentare come bamboccioni, fannulloni, persone che non si interessano alla cosa pubblica». E partendo da un concetto base: «Non tutti i giovani sono uguali, ci sono ragazzi di serie A e di serie B», come possibilità date dalle condizioni familiari, lavorative, sociali, «e solo se riusciamo a rappresentare le istanze degli ultimi riusciamo a costruire un contesto migliore per tutte e tutti».

La prima proposta-richiesta su cui insiste: «Trasporto pubblico gratuito (si riferisce soprattutto ai bus) per studentesse e studenti sotto i 25 anni», misura che definisce chiave sotto il profilo economico, dell’emancipazione, «ma anche per la necessità di trovare nuove modalità di spostamento nelle nostre città». Poi la questione dei “Neet”, chi non studia e non lavora, «in Toscana sono 70mila, dobbiamo riuscire a creare politiche attive per reinserirli nella società» e «dobbiamo creare spazi di aggregazione fisica per intercettare ragazzi e ragazze che si chiudono nelle loro stanze».

Quindi la battaglia per il salario minimo, che resta sul piatto, «collegata alle istanze di una generazione occupata nel mondo dei servizi, mondo fatto anche di precariato», con la necessità di «ritrovare anche attività produttive diverse sui nostri territori».

Schleiniano e fossiano come molti suoi colleghi, anche se in realtà al primo giro delle primarie aveva votato Gianni Cuperlo («persona di grande spessore e cultura») Taddei resterà in carica tre anni. l
 

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