Calafati, sfuma l’apertura della scuola a settembre
Scarpellini: «L’obiettivo è quello di avere l’edificio pronto ma è abbastanza difficile pensare di poterlo attivare subito»
LIVORNO. A guardarlo sembra impossibile, ma l’obiettivo resta quello di completare il Calafati entro il 30 giugno. O meglio, come spiega la presidente della Provincia di Livorno Sandra Scarpellini, quello di «ottenere il certificato di ultimazione dei lavori» entro quella data per poi procedere con le rifiniture nei successivi due mesi «come previsto dalla normativa». Ma anche così l’idea di poter accogliere gli studenti a settembre diventa un miraggio. «Sarà abbastanza difficile – ammette Scarpellini – l’obiettivo è che a settembre il Calafati sia concluso come edificio scolastico, poi per quanto riguarda “l’uso scuola” faremo un ragionamento anche con i dirigenti». Insomma, il prossimo anno scolastico, salvo sprint dell’ultimo minuto, con ogni probabilità inizierà senza il Calafati a disposizione. Questo significa che, per quanto riguarda gli spazi assegnati agli istituti superiori, potrebbe confermarsi l’assetto attuale. Ma andiamo con ordine.
Odissea cantiere
Attualmente l’immobile vista porto Mediceo è ancora al rango di scheletro e guardandoci attraverso continua a vedersi il cielo. Dentro al cantiere, d’altra parte, segni di vita ci sarebbero anche, ma a quanto sembra i lavori procedono a passo di lumaca. Problemi, del resto, non sono mai mancati. Intanto nel settembre 2023 si è scoperto che qualcuno aveva occupato l’interno dell’edificio allestendo dei giacigli per dormirci. Si è quindi dovuto agire. Allontanati gli occupanti, a novembre sembrava fatta. Le chiavi sono state consegnate alla ditta e il cantiere sembrava pronto a partire. Ma così non è stato perché, per ragioni di sicurezza, l’impresa ha attivato i mezzi da lavoro solo quando, nel corso del 2024, anche la palazzina dell’ex custode posizionata sul retro è stata svuotata dagli inquilini (l’ex custode e la moglie). Il risultato è che oggi, a poco più di un mese e mezzo dalla scadenza del 30 giugno, il Calafati ha ancora le sembianze di uno scheletro.
La funzione
Gli ultimi a salutare l’edificio, nel dicembre del 2018, sono stati gli studenti del Vespucci. Nel gennaio del 2019 sarebbero dovuti entrare i ragazzi del liceo Enriques ma il passaggio, causa ristrutturazione in corso, non c’è mai stato. L’immobile, lo ricordiamo, una volta pronto dovrebbe risolvere i problemi dovuti alla mancanza di spazi proprio del liceo Enriques riuscendo a ospitare centinaia di studenti, oltre a docenti e addetti Ata distribuiti tra segreteria e direzione. Il tutto con un progetto del valore complessivo di quasi 3, 5 milioni di euro finanziato con fondi relativi al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il cronoprogramma delle opere, prevedendo 730 giorni di lavori, aveva fissato la chiusura del cantiere alla fine del 2025. Ma oggi gli interventi per completare il Calafati, chiuso dal 2019, sembrerebbero ancora in alto mare.
«In linea con i tempi»
«La partenza è stata complicata e l’intervento faticoso – sottolinea la presidente Scarpellini – ma siamo in linea con i tempi per il mantenimento dell’obiettivo, cioè (ottenere, ndr) il certificato di ultimazione dei lavori entro il 30 giugno». Ciò non significa che sarà tutto pronto per quella data. «È prevista la possibilità di usufruire di ulteriori sessanta giorni per opere accessorie». In questo modo si arriva in coda all’estate. E, stando così le cose, è difficile pensare che a fine settembre il Calafati possa ospitare gli studenti. Il conto alla rovescia per il rispetto della scadenza, d’altra parte, è sempre più stringente. Intanto il tempo passa e cambiano le stagioni. Quello che non cambia è l’aspetto del Calafati, che continua a stagliarsi come uno scheletro contro il cielo vista porto Mediceo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
