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Livorno, attentato all’avvocato: Scalise ne aveva già subito uno del 2023

di Stefano Taglione
Livorno, attentato all’avvocato: Scalise ne aveva già subito uno del 2023

Nel novembre di quell’anno, sempre sotto la villa di via Pacinotti, gli incendiarono una macchina

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LIVORNO. C’è un particolare inquietante, in una vicenda che purtroppo già lo è, nell’attentato incendiario che poco dopo le 5 di domenica 26 aprile, in via Antonio Pacinotti, ha distrutto le due auto di famiglia dell’avvocato Stefano Scalise, annerito la facciata della sua villa e fatto scoppiare i vetri della finestra del salotto, rendendo l’aria interna completamente irrespirabile. Nel novembre del 2023, quindi quasi tre anni fa, il legale livornese era già stato bersaglio di un fatto simile, con la sua macchina distrutta dalle fiamme. Purtroppo, in quell’occasione, l’incendiario non è mai stato identificato. E a distanza di anni sarà difficile che venga individuato. «È la terza auto che mi bruciano – racconta con grande amarezza e paura il professionista labronico, dominus dello studio "Scalise & Partners" di via Grande, nel pieno centro della città –. Quella volta, in realtà, incendiarono pure quella di un’altra persona, che l’aveva parcheggiata davanti alla mia. Il bersaglio, in ogni caso, non era lui: ero io, come oggi». Anche in questo caso è stata attaccata una seconda macchina. Sempre di famiglia, tuttavia, visto che era la Smart di sua moglie. Ormai da rottamare, al pari della Bmw X1 bianca praticamente irriconoscibile nella parte anteriore.

Le indagini

Gli accertamenti avviati dalla polizia di Stato, intervenuta alle prime luci dell’alba con le volanti, dovranno partire proprio da qui. Perché c’è un precedente analogo di cui non si può non tener conto. «Due attentati, entrambi contro di me», rimarca il professionista, che ora teme per la vita. I due episodi potrebbero essere identici anche nelle modalità. Non è chiaro, tuttavia, se ad agire possa essere stata la stessa persona. Dovranno stabilirlo gli inquirenti, subito in moto per le indagini con la Squadra mobile della questura, diretta dal vicequestore Riccardo Signorelli. Fondamentali saranno anche le analisi del nucleo investigativo dei vigili del fuoco, che dovrà relazionare su quanto accaduto a pochi metri dalla Rotonda di Ardenza, un salotto buono della città, dove gli abitanti sono rimasti comprensibilmente sconvolti. Il lavoro dei pompieri, incrociati con le analisi delle telecamere e la ricerche di nuovi video pubblici e private, potrebbero dare un volto e un nome all’incendiario. Lo spera Scalise, lo spera la sua famiglia, lo sperano tutti.

Chi è Scalise

Stefano Scalise è un avvocato molto conosciuto a Livorno. Il suo studio - si legge sulla pagina web che lo presenta – «offre un’assistenza specializzata sia a privati che a imprese, che si trovino coinvolti in complesse questioni di diritto civile, di diritto previdenziale e del lavoro, ovvero in delicate vicende inerenti il diritto di famiglia e il diritto amministrativo». Il legale lavora anche fuori dalla provincia labronica, «in virtù di un radicato rapporto di collaborazione e integrazione professionale con stimati colleghi». Il professionista, 53 anni il prossimo 2 dicembre, ha lavorato per diversi anni nell’ufficio legale dell’Inail - l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro - poi dal 2015 ha avviato la sua attività di libero-professionista, fondando poi lo studio con sede in via Grande di cui è dominus. Fra le sue passioni il diritto vitivinicolo, che intreccia la sua passione per il vino. È infatti un sommelier affiliato alla Fisar, la Federazione italiana sommelier albergatori e ristoratori.

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