80 voglia di Toscana
Vespa compie 80 anni: prima tappa del tour del Tirreno a Torano, il paese dei cavatori – Video: il racconto
Un tempo c’erano ben sei negozi di generi alimentari: ora sono rimasti un bar, un forno e una pizzeria e ha aperto un bed and breakfast. Il borgo ospita il festival “Torano notte e giorno”, giunto alla 28ª edizione. Il nostro reportage
TORANO. La prima tappa del Vespa tour del “Tirreno” ha toccato Torano, frazione di Carrara, un borgo di cavatori di origine antichissima: i primi insediamenti sono di epoca pre-romana e il nome, forse, deriva dall’utilizzo dei tori usati per trasportare il marmo. Per Torano ha camminato Michelangelo, che passava di là per scegliere i suoi marmi.
Ma la lapide nella piazza centrale intitolata ai “Caduti delle Cave” ci riporta più che alle opere di Michelangelo al duro e pericoloso lavoro di quelle zone: risale al 1959 l’ultima lizzatura, metodo preindustriale di trasporto del marmo con funi e cavi che ha lasciato tanti caduti.
Siamo arrivati a Torano con la Vespa de “Il Tirreno”, con cui celebriamo gli 80 anni dell’iconico mezzo (QUI LO SPECIALE) girando per i borghi della Toscana, andando a raccontare la loro bellezza, ma anche la necessità di non lasciarli isolati. Vogliamo raccontare la vita vera di luoghi a pochi minuti di auto (o di Vespa) dalla città, luoghi che spesso soffrono di difficoltà logistiche o rischiano di svuotarsi. «Prima c’erano tanti negozi nel borgo – racconta il comitato di accoglienza –: sei alimentari e sette cantine sociali! Oggi sono rimasti il bar del paese, un forno, una pizzeria. Ma ha aperto un bed and breakfast».
Al riguardo segnaliamo il progetto della Regione, “Toscana diffusa”, che nasce proprio per fornire servizi, bandi, fondi ai luoghi delle comunità montane e parzialmente montane e che si basa sul principio in base a cui «a tutti i cittadini toscani, indipendentemente da dove vivono, siano offerte le stesse opportunità e livelli di servizi a partire dai collegamenti».
Avevamo annunciato il nostro arrivo a Torano e il nostro primo contatto è stato con Emma Castè, direttrice artistica di “Torano notte e giorno”, festival di arte e artisti che anima il borgo. Dal 26 luglio al 13 agosto si svolgerà la 28esima edizione. Quando noi siamo arrivati a Torano con la Vespa, Castè era al Festival dell’Artigianato di Anghiari a presentare l’edizione 2026 di “Torano notte e giorno”, ma il comitato di accoglienza era comunque ben nutrito: ci hanno fatto da guida Lelio Paladino, storico abitante del borgo, Pietro Granai, il consigliere più giovane dell’associazione Pro Torano (18 anni), poi Zina Orfanotti, Claudia Granai e Maria Granai, rispettivamente bisnonna e nonna di un biondissimo e curiosissimo bimbo che più che dalle chiacchiere dei grandi era attratto dal “brum” delle Vespe. Nel comitato di accoglienza c’erano infatti Vespe storiche di abitanti di Torano, una è del 18enne Pietro.
Fondamentali sono stati i consigli della collega “di zona” Cinzia Chiappini (che ci ha presentato Emma) e l’aiuto del collega Andrea Berti (avvertito da Emma e anche lui del comitato d’accoglienza) per le foto e le riprese dell’arrivo della Vespa.
Nella piazza centrale accanto alla lapide per i caduti delle cave ci sono una fontana e il murale di un uomo-ranocchio in posa da supereroe, un’opera, per dirla in toscano, molto ganza: è un regalo a Torano dell’artista urbano “Mr Savethewall”, pseudonomino di Pierpaolo Perretta, classe 1972, ex manager, ora artista, celebre per la sua serie di ranocchi. Nella stessa piazza anche la panchina rossa, simbolo della lotta contro i femminicidi. Salendo per le vie del borgo si trova un’altra opera dedicata a questo tema, un’installazione artistica di Emma Castè: una teca di scarpe rosse intitolata “Quel che resta”.
Sempre camminando per il borgo passiamo per una chiesa antica, e poi lo spazio fra le case si apre all’improvviso sulle imponenti Alpi Apuane che avvolgono e inglobano il borgo con la loro severa maestosità e potenza.
Ogni abitante ci racconta ancora un pezzo di vita del paese, prendiamo un caffè e ci salutiamo. Rimaniamo soli a fare un giro nel borgo. Un’altra lapide coglie il nostro sguardo, posta proprio all’ingresso del borgo. È dedicata a “Giocondo Marchetti, partigiano carrista, morto in combattimento a Strettoia il 22-10-1944”. La lapide è firmata “i compagni anarchici”. Carrara è notoriamente terra di anarchici e questa lapide ci ricorda come persone che avevano idee e visioni politiche diversissime si siano unite e coordinate in svariate brigate partigiane che hanno combattuto la dittatura fascista e l’occupazione nazista.
Noi siamo stati a Torano il 24 aprile, giorno prima della Festa della Liberazione, una festa di tutti coloro che credono nei valori democratici e che proprio grazie alla democrazia hanno potuto confrontarsi, anche aspramente, intorno alle diverse visioni che hanno del mondo. Il nostro tour della Toscana in Vespa si ispira alla libertà, quella che l’iconico mezzo su due ruote ha fatto respirare fin da subito, una libertà che alla fine della guerra rinasceva in Italia anche grazie al coraggio e al sacrificio di tanti nostri partigiani che guardavano il mondo in maniera diversa tra loro, ma tutti con un orizzonte ben preciso: la democrazia.
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