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Livorno, perseguita e minaccia di morte l’ex datrice di lavoro: arrestato


	Un'auto della polizia durante un intervento (foto d'archivio)
Un'auto della polizia durante un intervento (foto d'archivio)

Quarantenne in carcere: era il dipendente di un negozio di generi alimentari. Fra i reati ipotizzati l’estorsione

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LIVORNO. Per mesi avrebbe perseguitato l’ex datrice di lavoro con richieste di denaro e minacce sempre più gravi, fino ad arrivare a puntarle un coltello alla gola. Per questo un uomo di circa 40 anni è stato arrestato dalla polizia di Stato, che nei giorni scorsi ha eseguito nei suoi confronti una misura cautelare in carcere con l’accusa di atti persecutori ed estorsione.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra mobile, coordinata dal vicequestore Riccardo Signorelli, l’uomo lavorava come dipendente in un negozio di generi alimentari gestito da una connazionale. Dopo la fine del rapporto di lavoro, avrebbe iniziato a contattarla in modo insistente chiedendo il rinnovo del contratto e, contemporaneamente, somme di denaro.

Alle richieste si sarebbero presto aggiunte pesanti minacce: l’uomo avrebbe detto alla donna che, in caso di rifiuto, l’avrebbe uccisa, si sarebbe presentato sotto casa e le avrebbe dato fuoco all’auto. In più occasioni le avrebbe inviato anche fotografie dell’abitazione e della macchina, arrivando a minacciare di uccidere il marito. Dal dicembre 2025 la situazione sarebbe ulteriormente degenerata: la vittima sarebbe stata costretta a consegnare denaro quasi ogni giorno, per un totale di circa 3mila euro. Le minacce, secondo quanto emerso, si sarebbero estese anche ai figli, tanto che l’uomo si sarebbe presentato perfino in ospedale mentre uno di loro era ricoverato.

L’episodio più grave nei primi giorni di aprile: mentre la donna era ferma a un semaforo, l’uomo si sarebbe introdotto nell’auto, puntandole un coltellino alla gola e costringendola ad accompagnarlo da un conoscente. Anche dopo, le intimidazioni sarebbero continuate, fino alla fuga dell’uomo in Francia. Spaventata per l’escalation e temendo per la propria vita e quella dei familiari, la donna ha deciso di denunciare tutto alla questura. Le indagini della Squadra mobile hanno riscontrato il suo racconto e la procura ha chiesto una misura cautelare.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale ha quindi disposto il carcere, evidenziando la pericolosità dell’indagato, senza fissa dimora, e la sua incapacità di contenere comportamenti violenti, diventati sempre più frequenti e gravi proprio nelle ultime settimane. Rintracciato dagli agenti, l’uomo è stato arrestato e trasferito alle Sughere, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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