Livorno, rubano 15 fra tablet e computer dalla scuola primaria Corridi
Due raid in tre giorni in via del Vecchio Lazzeretto: è stata forzata una finestra La preside Oriti: «Conseguenze per la didattica, non sarà semplice recuperare»
LIVORNO. Due furti in meno di tre giorni alla scuola primaria “Corridi”, in via del Vecchio Lazzeretto, con ben 15 fra computer e tablet rubati. Il primo colpo è avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi. I ladri sono poi tornati a colpire nella notte tra lunedì 13 e martedì 14 aprile, segno di un’azione mirata che ha aggravato il bilancio complessivo dei danni. Per entrare all’interno dell’edificio, un modello per la didattica dato che c’è pure un’aula di robotica, è stata forzata una finestra: oltre ai 15 dispositivi elettronici sottratti, altri ne sono stati danneggiati. Servivano per le lavagne digitali. E ora i bambini ne sono privi.
A fare il punto è la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Bartolena, Maria Oriti, che esprime amarezza per quanto accaduto: «Sono stati rotti diversi computer e altri sono stati rubati, il numero esatto lo stiamo ancora quantificando, ma parliamo di una quindicina tra pc e tablet». Strumenti fondamentali per l’attività didattica: «I tablet li utilizziamo in particolare per le attività complementari e per l’ampliamento dell’offerta formativa, mentre i computer sono collegati alle lavagne digitali presenti nelle classi».
Il danno, quindi, non è solo economico ma anche educativo. «Siamo molto amareggiati – prosegue la preside – perché si tratta di dotazioni che servono a dare ai ragazzi opportunità in più e a rendere la didattica interattiva. Sono strumenti acquistati con sacrifici, grazie a progetti nazionali ed europei. Crediamo fortemente in queste iniziative, è un brutto giorno per nostra scuola e per l’istruzione in generale».
Un episodio che rischia di avere conseguenze nel medio periodo: «Ci vorrà tempo e saranno necessarie altre risorse per ripristinare tutto, non sarà semplice. Intanto vediamo sottratte opportunità ai nostri studenti». La scuola ha sporto denuncia e la situazione è stata segnalata al Comune. «Attendiamo che gli uffici riescano a fare chiarezza e, se possibile, a recuperare la refurtiva. Nel frattempo cercheremo di restituire ai ragazzi quanto è stato tolto». Sui due raid indagano rispettivamente sia i carabinieri, che la polizia di Stato. l
