Livorno, materiali edili e copertoni in spiaggia: maxi pulizia degli studenti dell'Iti
Tre Ponti come un laboratorio: circa 200 studenti coinvolti grazie all'iniziativa di associazioni e istituzioni. Ecco le reazioni dei ragazzi
LIVORNO «Ma cosa fanno i cacciatori? Sparano ai polpi ?». Un po’ per scherzo e per curiosità è la domanda che fa uno dei circa 200 studenti dell’Iti coinvolti nella maxi pulizia della spiaggia dei Tre Ponti. Ha appena raccolto una cartuccia. E comprensibilmente chiede spiegazioni, visto il luogo. La risposta arriva da Matteo Nani, presidente dell’associazione Sons of The Ocean capofila nell’ organizzazione dell’evento: «I rii che sfociano qui portano tutto quanto trovano sul loro cammino soprattutto nei giorni delle esondazioni: così le cartucce, purtroppo non vengono recuperate dai cacciatori e finiscono qui insieme a tanta altra robaccia. L’anno scorso trovammo una bombola». Comincia così il clean up “Unisciti a noi”: hanno collaborato anche il dipartimento di Scienze dell’Ambiente dell’Università di Pisa, il Centro surf 3 Ponti col coinvolgimento dell’Iti Galilei (ben 11 classi), il supporto di Unicoop Firenze e il patrocinio del Comune. Cicche, plastiche, cartucce, materiali edili: dai Tre Ponti alla Scalinata gli studenti-acchiapparifiuti raccolgono. Alla fine della mattinata sono 40 i sacconi di immondizia. Soddisfatto Diego Pappalardo 4ªA bis “armato” di guanti e sacco nero: «Sono convinto della bontà di queste iniziative. La prossima volta meglio individuare una zona più vasta: essendo 200 studenti, abbiamo fatto presto a finire il lavoro». È nella stessa classe la compagna di scuola Virginia Paglini: «Dobbiamo far sì che i livornesi comprendano l’importanza del rispetto dell’ambiente cominciando dai rifiuti che alcuni abbandonano dappertutto. Occorre lavorare insieme per far passare questo messaggio».
Intervista tripla con Riccardo Cioni, Filippo Selmi e Alessio Tocchini, anche loro studenti dell’istituto di via Galilei: «Bisognerebbe farne di più di queste iniziative». Segue Salmi: «Sono rimasto stupito di quanta spazzatura rimanga sulla spiaggia». Chiude Tocchini: «Fa bene la scuola a impegnarci in questo tipo di intervento». Soddisfatto anche il prof universitario Matteo Vacchi del dipartimento di Scienza del Clima dell’Università di Pisa: «Anche quest’anno siamo impegnati in questa ottima iniziativa. La speranza è che prima o poi tutti comprendano quanto sia importante una corretta gestione dei rifiuti. Oggi siamo qui per parlare di spiagge ma il problema va ben oltre». In prima linea Matteo Nani: «Grazie a Unicoop Firenze che ci ha regalato bottigliette d’acqua con plastica 100% riciclata per i ragazzi, al “barrino” dei Tre Ponti per il supporto logistico e ad Aamps per i guanti e i sacchi come sempre». A mezzogiorno finito il lavoro si esamina il raccolto. Ci sono anche Dario Guarducci e David Gabbriellini del Centro surf. Decine di sacchi extralarge sono pronti per essere esaminati. Una sorta di laboratorio-lezione: si guarda l’immondizia, il tipo di provenienza, si divide tra ciò che è portato dal mare, che arriva dai rii, che è lasciano i bagnanti. Si fa citizen science, è la scienza partecipativa. A presentare il risultato è Vacchi: «Il 40 % di quanto insaccato sono mozziconi di sigaretta: in linea con gli anni passati. La novità è un 30% di materiale edile frutto realisticamente dei lavori che si sono svolti intorno ai 3 Ponti. Infine la rimanenza quasi tutta riferita a materiale in plastica di contenimento dei vari prodotti alimentari da mare, patatine, biscotti, che i bagnanti gettano in spiaggia, invece di buttarli nei cestini». Poi ecco alcuni copertoni: «Qualcuno considera la spiaggia come alternativa alla discarica». Appuntamento fra due settimane con gli studenti del nautico Cappellini. l
