Parcheggio di via Cimarosa, l'avvocato della società di gestione: «Non facciamo cassa, per i clienti è sempre gratis»
Intervento di Lorenzo Mini, avvocato della società che per conto della proprietà gestisce l’area di parcheggio di via Cimarosa: «Usavano le soste in modo abusivo e non c’erano posti per i negozi»
LIVORNO. «L’intervento è stato reso necessario poiché l’area è stata sistematicamente utilizzata in modo abusivo da soggetti non legati alle attività commerciali presenti (per lo più avventori di altre attività finitime) i quali occupavano gli stalli per intere giornate, impedendo ai legittimi clienti di trovare posto e ponendo a rischio la sopravvivenza economica dei negozi e dei relativi posti di lavoro». Parte da qui l’intervento di Lorenzo Mini, avvocato della società che per conto della proprietà gestisce l’area di parcheggio di via Cimarosa.
Come raccontato nei giorni scorsi dal Tirreno, l’area commerciale di via Cimarosa (gli spazi commerciali dati in affitto e il parcheggio di fronte alle attività) è di proprietà di un privato: viene gestita attraverso una società di riferimento, che a sua volta, per gestire gli ingressi nel parcheggio, ha deciso di affidarsi alla tedesca Parkdepot. Per Livorno rappresenta una novità assoluta, perché da qualche settimana chi entra nel parcheggio può restare gratis per 45 minuti, poi se non è un cliente rischia di ricevere a casa una lettera con cui gli viene chiesto di pagare 34 o 54 euro. Sono le telecamere a filmare l’ingresso e l’uscita. E di queste “multe” ne stanno arrivando tantissime.
Dopo la pubblicazione dell’articolo e le reazioni dei lettori sui social, alcune anche dure, il legale dell’amministratrice della società di gestione dell’area, ha deciso di intervenire «al fine di delineare un quadro chiaro e completo della situazione».
«L’intervento – sottolinea – è stato reso necessario poiché l’area è stata sistematicamente utilizzata in modo abusivo da soggetti non legati alle attività commerciali presenti, i quali occupavano gli stalli per intere giornate, impedendo ai legittimi clienti di trovare posto e ponendo a rischio la sopravvivenza economica dei negozi e dei relativi posti di lavoro».
Perché telecamere e non sbarre? «Non sono state installate barriere fisiche – scrive Mini – per evitare code e ingorghi sulla viabilità pubblica di via Cimarosa, al fine di tutelare la sicurezza stradale».
Il rappresentante parla poi della «tutela dei clienti». «La sosta – evidenzia – è gratuita per tutti per i primi 45 minuti. I clienti degli esercizi commerciali serviti dal parcheggio possono prolungare gratuitamente e semplicemente la permanenza, seguendo le modalità concordate con gli esercenti, senza incorrere in alcuna penale». I negozi che qui si affacciano sono Cascoasi, il negozio per animali Bau Bau settete, il negozio NaturSì e il Penny market, con il centro carni.
Quanto alla natura delle somme richieste in caso di superamento del tempo concesso per parcheggiare: «Come già ben evidenziato dall’articolo del Tirreno, non si tratta di “multe” previste dal Codice della Strada, bensì di penali contrattuali per l’inadempimento delle condizioni d’uso di un’area privata (chi entra nel parcheggio è come se stipulasse un contratto). Tali penali (compresa l’esatta quantificazione delle stesse) sono esposte in ben 17 cartelli posti a tutti gli ingressi: basta leggere. Il sistema è conforme alle norme sulla privacy e alle normative vigenti».
I commenti di molti lettori portano la proprietà ad evidenziare anche «l’assenza di scopo di lucro»: «La proprietà, come gli esercizi commerciali che locano le unità immobiliari a destinazione commerciale del complesso immobiliare, non percepiscono proventi dalle penali; esse servono a coprire i costi del servizio gestito da Parkdepot». «L’obiettivo – scrive il legale – è garantire la rotazione degli stalli a favore della clientela e dissuadere dall’occupare abusivamente e per molte ore gli spazi destinati ai negozi».
«È utile evidenziare – chiosa il legale dell’amministratrice della società di gestione – che l’adozione di questo sistema è maturata dopo ripetuti tentativi di risoluzione bonaria della problematica, inclusi costosi vigilanti privati e avvisi effettuati dai commercianti interessati. Nei periodi iniziali di regime del nuovo sistema è stata anche prevista l’assenza di penali per qualche giorno e l’innalzamento del periodo di tolleranza per permettere alla cittadinanza di abituarsi al nuovo sistema. Concludiamo rimarcando che l’iniziativa non è volta a “fare cassa”, ma a proteggere un servizio essenziale per le imprese dell’area e per la proprietà, che paga regolarmente imposte e canone del passo carrabile».
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