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Livorno, la zona rossa si trasferisce da Garibaldi al cuore della città

di Martina Trivigno
Livorno, la zona rossa si trasferisce da Garibaldi al cuore della città

Vigilanza rafforzata anche in piazza Grande, piazza Cavallotti, via Buontalenti, via della Posta e viale degli Avvalorati

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LIVORNO. Stop dopo sei mesi alla “zona rossa” in piazza Garibaldi. Ma per un’area a vigilanza rafforzata che viene meno, ce n’è già un’altra pronta a essere istituita. Questa volta, nel quadrante compreso tra piazza Grande, piazza Cavallotti, via della Posta, via Buontalenti e viale degli Avvalorati. L’obiettivo? Un controllo strutturale del  territorio, avendo come unico faro quello della sicurezza.


È questo il senso della decisione emersa  in Prefettura, dove si è riunito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Giancarlo Dionisi e alla presenza dei vertici delle forze dell’ordine e del procuratore della Repubblica, Maurizio  Agnello. Al centro dell’incontro, l’analisi aggiornata dei fenomeni di criminalità diffusa in città e, soprattutto, il futuro della cosiddetta “zona rossa”, la cui attuale configurazione – attiva tra piazza Garibaldi, piazza della Repubblica e aree limitrofe – è in scadenza il prossimo 9 aprile. Una misura che, secondo quanto emerso durante il vertice, ha prodotto risultati significativi sul piano della

prevenzione e del contrasto all’illegalità diffusa. Ma il quadro urbano è in evoluzione e con lui anche le strategie di intervento.

L’ipotesi concreta emersa durante la riunione del Comitato è quella di trasferire, subito dopo il 9 aprile, la zona a vigilanza rafforzata in un’altra area sensibile della città individuata, come detto, nel quadrante compreso tra piazza Grande, piazza Cavallotti, via della Posta, via Buontalenti e via degli Avvalorati. Una zona che negli ultimi mesi, secondo quanto si apprende, ha fatto registrare criticità legate a episodi di     microcriminalità, spaccio di droga e degrado urbano. 


La decisione si inserisce nel solco delle nuove disposizioni introdotte dal cosiddetto “decreto sicurezza”, che rafforza in modo significativo i poteri del prefetto in materia di prevenzione: in pratica, le nuove norme consentono infatti di istituire “zone rosse” per una durata fino a sei

mesi, rinnovabili fino a un massimo complessivo di 18. Non solo: all’interno di queste aree sarà possibile adottare misure di allontanamento nei confronti di persone ritenute pericolose, in particolare coinvolte in traffici illeciti, reati predatori o comportamenti violenti e molesti.   «Il decreto sicurezza trasforma la cosiddetta “zona rossa” da misura contingente a vero e proprio strumento strutturale di governo del territorio – commenta il prefetto

Giancarlo Dionisi – . Si passa da una logica di inseguimento dei fenomeni a una strategia di presidio e controllo preventivo».

Il cambio di approccio netto: intervenire prima che le criticità si consolidino, anziché rincorrerle. Nel corso dell’incontro è stato anche evidenziato il rafforzamento del coordinamento tra autorità di pubblica sicurezza e autorità giudiziaria, testimoniato dalla presenza del

procuratore della Repubblica. Valutazione positiva, inoltre, per l’esperienza della “zona rossa” in scadenza, con un riconoscimento esplicito al lavoro svolto dal Comune e dalla

polizia locale. Il prefetto ha infine rivolto un ringraziamento al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per l’introduzione delle nuove norme, sottolineando come la sicurezza urbana sia «il risultato di un’azione condivisa e integrata tra tutte le istituzioni». 


La “zona rossa”, dunque, non scompare ma si trasforma e si sposta, seguendo una mappa dinamica delle criticità cittadine. E con il 9 aprile alle porte, Livorno si prepara a voltare pagina, mantenendo però alta l’attenzione sulla sicurezza.
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