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Quote Ets, plauso di Confitarma al Decreto Legge Energia

di Maurizio Campogiani
Quote Ets, plauso di Confitarma al Decreto Legge Energia

Anche la Confederazione degli Armatori esprime soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento che destina maggiori risorse a favore della transizione energetica bel settore dei trasporti

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E’ un coro di “sì” da parte delle associazioni di settore all’emendamento al cosiddetto “Decreto Energia” che destina in modo diverso rispetto ad ora le quote dell’ETS, la tassa a carico di quanti superano determinate soglie di emissioni inquinanti. Confitarma, la Confederazione degli Armatori, non nasconde la sua soddisfazione, sottolineando l’importanza di un provvedimento che consentirà al Governo di destinare una quota dei proventi ETS al Sea Modal Shift, favorendo il riequilibrio modale dal trasporto stradale delle merci a quello marittimo.

“Si tratta di un passo importante nella direzione, più volte da noi indicata – scrive Confitarma in una nota - di reinvestire le risorse generate dal sistema ETS – e sostenute anche dal trasporto marittimo – in misure a supporto della transizione energetica del settore”.

La Confederazione ricorda che nel 2024 l’Italia ha incassato oltre 2,6 miliardi di euro dalle aste ETS, risultando il terzo Paese dell’Unione europea per gettito complessivo. Secondo le stime del Centro Studi di Confitarma, nel 2025 il trasporto marittimo contribuirà per oltre 620 milioni di euro, per un totale che supererà i 6 miliardi entro il 2030. 

“In questo contesto – prosegue la nota - Confitarma richiama l’attenzione delle Istituzioni sull’impatto del sistema ETS sui traffici Ro-Ro e, in particolare, sul trasporto dei TIR via mare. Nel biennio 2024–2025, limitatamente ai collegamenti realmente alternativi alla strada – in ambito continentale e con la Sicilia – si registra un calo superiore al 7% dei mezzi imbarcati, con un conseguente incremento di oltre 82 milioni di chilometri percorsi su strada. Complessivamente, si stima che circa 70.000 TIR abbiano abbandonato le rotte marittime alternative alla strada, con effetti negativi in termini di emissioni, congestione e costi esterni a carico del sistema Paese”.

È ora essenziale che le risorse generate dal sistema ETS – in attesa della sua auspicata sospensione – siano stabilmente reinvestite nel settore marittimo, per evitare distorsioni competitive e sostenere concretamente la transizione ecologica.

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