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Livorno, “ostello” disperazione: nuovo raid a Villa Morazzana

di Francesca Suggi
Livorno, “ostello” disperazione: nuovo raid a Villa Morazzana

Devastazione e giacigli: cancello divelto e porta sfondata. Dentro la furia dei vandali e c'è chi ci dorme

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LIVORNO  La devastazione. Tra gente che, da una parte, là dentro dorme, lascia vestiti e si serve dei bagni per fare i bisogni. E la furia dei vandali dall’altra. In poco più un anno dall’ ultimo sopralluogo del Comune condiviso col Tirreno, l’ottocentesca Villa Morazzana aimé è irriconoscibile (i suoi interni).

Le scorribande si accaniscono persino sulla veranda artistica multicolore in ferro battuto dei fratelli Gambaro. Ovviamente anche i finestroni a mosaico colorati sono caduti sotto la violenza inaccettabile di chi entra non tanto per curiosare ma per spaccare. Devastare. Brutalizzare per noia. Per bravata. Per sfidare chissà quali debolezze.

Vietato derubricare questi raid a gioco: la bellezza remota che soccombe a colpi di inciviltà è inaccettabile. Così come non sono tollerabili anni e anni di abbandono di una storia secolare che guarda il mare, che abbraccia anche i celebri cantanti lirici Gemma Bellincioni e Roberto Stagno. Un passato raccontato anche sui libri e un futuro tutto da ricostruire, a carissimo prezzo, considerate le condizioni non tanto strutturali (il tetto tutto sommato regge a parte qualche infiltrazione in giro, regge), quanto di sfacelo ovunque.

La furia dei vandali

Sono passati 14 anni dall’ultima “vita” di Villa Morazzana. La struttura comunale di oltre 1600 metri quadri interni e oltre 7mila metri quadri di parco è stata ostello, locale di movida, centro convegni e di accoglienza profughi. Dentro ancora letti singoli, matrimoniali, a castello, bagni, docce. Guanciali, armadi, comodini, banconi. Pile di piatti delle passate gestioni che ancora resistevano, in cucina, sono diventati pezzi di ceramiche che tappezzano i pavimenti. Così vetri, ce ne sono un’ infinita ovunque. Sono quel che resta di finestre, bicchieri, vetrate. Da non credere.

Purtroppo non vi è più traccia ad oggi del cancello d’ingresso che il Comune aveva in qualche modo ripristinato con una rete (che si aggiungeva con una catena e un lucchetto, alla metà di quello originario che era rimasto). O meglio, la rete giace divelta all’interno del parco secolare. E sulla sinistra, guardando l’ingresso principale fagocitato dalla vegetazione, una porta sfondata concede a questi barbari di entrare.
 Fa male al cuore vedere tutto ridotto così. È tra le più belle e importanti ville non solo di Monterotondo ma della città intera. Patrimonio storico e pubblico. Il Comune non ha mai nascosto l’interesse di farla rivivere anche grazie all’impegno delle associazioni cittadine. Protocollata da oltre un anno c’è la richiesta da parte di Reset di prendersi cura del parco, tramite patto di collaborazione complesso.

Nel frattempo non solo passano i mesi, ma pure da quelle stanze passa laqualunque. Il pian terreno e il primo piano sono quelli più feriti. Da scritte giganti che vergano ogni parete, le scale, addirittura i muri delle due terrazze panoramiche. Estintori a macerie ovunque. Termosifoni in ghisa staccati dalle pareti, in alcuni casi volati in giro, in altri accantonati come se, il prossimo passo di qualcuno, fosse quello di rubarseli. E chissà col tempo quante cose del passato sono sparite. Rispetto a un anno fa la devastazione è triplicata. Armadi divelti, porte prese a calci, comodini lanciati e rotti in giro, infissi scardinati. Pile di materassi alcuni usati per dormirci. Ci sono scalette - dei letti a castello - appoggiate all’ esterno per raggiungere facilmente le finestre sul retro ed entrare. Così come è evidente che in alcune vecchie camere qualcuno trova rifugio. Si vedono coperte, mucchi di vestiti. Sacchi a pelo. All’ultimo piano, i barbari sono entrati in soffitta e hanno impilato una sedia e una scala per raggiungere comodamente il tetto. 

Così interverrà il Comune

 «Mandiamo subito la Polizia Municipale e il settore Manutenzione e Cura della città per controllare e richiudere tutti gli accessi violati, ripristinando anche il cancello principale». L’assessore ai Lavori Pubblici e al Patrimonio Federico Mirabelli garantisce un pronto intervento. Quantomeno per tamponare le intrusioni moleste che negli ultimi mesi risultano devastanti per la storica Villa Morazzana. Nasce come dimora di inizio Ottocento di Monterotondo, acquistata dai due artisti lirici nel 1894 che la resero fulcro di grandi feste e ricevimenti, Gemma Bellincioni e Roberto Stagno (seppelliti nel cimitero di Montenero). Furono i primi a interpretare La Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni nei ruoli di Santuzza e Turiddu ed entrambi appassionati di esoterismo e sedute spiritiche.
La villa fu costruita nei pressi di una fattoria tardo settecentesca da Augusto Del Furia Tonino di Francesco che fu capo bibliotecario alla Medicea Laurenziana di Firenze e autore di varie pubblicazioni tra il 1803 e il 1809. Fuggì dal capoluogo per le accuso di negromanzia ed esoterismo. Un passato da libri di storia, storie di fantasmi inclusi nel pacchetto “dimora secolare”. 
Da Palazzo civico c’è amarezza. La realtà della devastazione fa male, anche perché l’idea di valorizzare il bene c’è. Come sottolinea anche il sindaco Luca Salvetti: «Dobbiamo velocizzare la nostra idea di ripartire intanto dalle associazioni per far rivivere inizialmente il parco: dobbiamo intervenire in modo più veloce e costruttivo». Non ci gira intorno il primo cittadino: ovviamente il peso di 92 cantieri in corso in città, con sorprese “dietro l’angolo” e necessità di ulteriori finanziamenti non permette di guardare altrove in questo momento. Ma sicuramente si può accelerare sulla richiesta di patto di collaborazione avanzata un anno fa da Reset e regolarmente protocollata. Spiega la situazione l’assessore al Patrimonio Mirabelli: «Prima di procedere alla formalizzazione del patto di collaborazione con Reset dobbiamo mettere in sicurezza alcuni alberi del parco, sicuramente la direzione è questa». Le associazioni come presidio. Come impegno per la valorizzazione. Un primo passo da fare in tempi rapidi. E guardando oltre, ad un possibile restyling strutturale della villa, secondo una stima che fu fatta in occasione del sopralluogo di inizio marzo 2025, i tecnici parlarono in modo approssimativo di oltre 1 milione di euro. Da recuperare con bandi ad hoc. Questo per seguire l’idea che era stata avanzata di farne un centro federale sportivo. Sicuramente, come ricordò l’assessore, vista la conformazione e la suddivisione degli spazi con cucina, saloni accoglienza, camere con servizi igienici, la struttura ha una vocazione ricettiva.

Reset e la richiesta di "adottare il parco"

La proposta di patto di collaborazione complesso è protocollata al Comune da circa un anno. Da una parte c’è l’associazione Reset, dall’altra il parco di Villa Morazzana. Il gruppo di pasionari che da anni, ormai, danno nuova vita, cura e manutenzione ai beni comuni “in sofferenza” si propone all’amministrazione per valorizzare anche questo tesoro nell’oblio. L’associazione si propone per “un’attività giornaliera di manutenzione e di cura, così degli arredi, con attività di Pcto con gli studenti”. Non manca la parte sulla promozione con le visite aperte a tutti che Reset da sempre garantisce (alcuni esempi il parco di Villa Rodocanacchi, Villa Maugordato, le Terme). 


 

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