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Livorno e la sua cappella gotica “segreta”: viaggio tra storia e meraviglia

di Francesca Suggi
Livorno e la sua cappella gotica “segreta”: viaggio tra storia e meraviglia

Il "tesoro" nella Residenza turstica di Antignano (al posto delle suore). Perassi (Fa.Sim Immobiliare): «A disposizione per funzioni religiose»

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LIVORNO «La cappella non sarà un semplice elemento decorativo, ma manterrà funzioni vitali». Così Alberto Perassi, gestore della neo residenza d’epoca Bellevue Antignano. Guarda quel tesoro sacro “custodito” all’interno del complesso lasciato dopo quasi 100 anni dalle suore carmelitane di Santa Teresa di Firenze.

È uno scrigno dorato, poco conosciuto dagli stessi livornesi: per la comunità di Antignano è familiare. Nel passato là dentro, la domenica, si faceva anche messa. E comunque la congregazione delle suore spesso ha aperto il giardino a iniziative di quartiere.

Ieri, oggi. Il Tirreno racconta un luogo sacro che fa meraviglia. Uno spazio che la società Fa.Sim Immobiliare intende custodire. Per accogliere gli ospiti della struttura. Mettere a disposizione per funzioni religiose e matrimoni, in accordo con la Diocesi. «La cappella sarà il luogo dove accoglieremo gli ospiti per raccontare le vicende della villa e delle suore carmelitane, permettendo loro di immergersi nella memoria storica del luogo», traccia il futuro di quel che sarà Alberto Perassi. Custodi della storia, da una parte. E dall’altra: «Lo spazio resterà consacrato alla sua funzione originaria, rimanendo a disposizione per eventuali funzioni religiose e momenti di preghiera, garantendo cosi che l'anima ecclesiastica della struttura rimanga l'elemento prevalente dell'intero soggiorno».

E si srotola la storia di quel luogo sacro. Una bellezza che, passando da via del Littorale, non ti aspetti. La sua storia arriva dalle suore carmelitane di Santa Teresa. Dal loro archivio. La chiesetta di Santa Teresa in stile gotico-senese è sorta grazie allo zelo di monsignor Bufalini, fondatore delle Suore "Figlie di Santa Teresa" di Siena.

È dedicata a S.anta Teresa di Gesù, fu solennemente consacrata il 30 giugno 1907 da sua eccellenza monsignor Sabatino Giani. Entrare e ritrovarsi a bocca aperta: i dipinti sono del prof Giuseppe Catani di Firenze, allievo della scuola di Belle Arti di Siena. “Con questo suo bellissimo lavoro di stile medioevale ha voluto manifestare sensibilmente l'omaggio a Gesù Eucarestia”, si legge. L’abside dov'è posto l'altare, ha in formelle, sullo sfondo azzurro stellato della volta, Gesù Cristo Redentore nel centro, i 4 vangeli aperti con il primo loro versetto e le tavole dell'Antica Alleanza.

Attorno all'altare si muovono intrecciandosi tralci di vite e steli di grano che adornano gli spazi ai lati dell'altare e colombe e uccelli che fanno delle spighe e dell'uva il loro cibo.

Sullo sfondo sopra l'altare sullo spazio centrale dell'abside un trittico figurante Santa Teresa con la penna in mano, rapita dalla voce di Gesù che la chiama a salire dal Carmelo alle nozze celesti dell'Agnello, come si legge nella scritta scolpita sul fronte del trittico: veni, soror, de vertice Carmeli ad agni nuptias; veni ad coronam gloriae (vieni sorella, dalla cima del Carmelo alle nozze dell'Agnello; vieni a ricevere la corona di gloria). Il trittico è a forma di tabernacolo con sportelli dipinti e quando sono chiusi formano una croce.

Connessa con la decorazione dell'abside sta la porta della sacrestia sulla quale in tre formelle intrecciate si vedono dipinti Gesù Bambino e due gruppi volanti di angeli che lo incensano coi turiboli. Al centro dell'arco sta il Cristo-Agnello. Nella parete di fondo, si unisce la decorazione della porta ad arco tutto in bassorilievo dipinto e, nella lunetta dentro all'arco, una pittura rappresentante San Leopoldo.

Colpisce l'occhio i vetri policromi sopra la porta centrale, così pure le 6 finestre eseguite dal regale stabilimento Zettler di Monaco di Baviera. “Questa chiesetta - si legge ancora - è stata costruita anche a ricordo del terzo centenario della proclamazione di Livorno a città, come attesta l'iscrizione in caratteri gotici che si trova nel primo cavalletto: trecentesimo ab urbis dignitate Liburno permissa hoc ertructum sacellum A.D. MCMDI”. Tra gli elementi storici la presenza del matroneo: era la galleria soprastante, affacciata sulla navata, che ospitava le donne durante le funzioni religiose.l
 

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