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Sfonda in pieno giorno uno studio di amministrazione condominiale di Livorno

di Stefano Taglione
La porta sfondata
La porta sfondata

Paura in via Lamarmora: l’uomo è fuggito alla vista delle cinque dipendenti. Il racconto della titolare Alida Falciani

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LIVORNO. Ha sfondato in pieno giorno lo studio di amministrazione condominiale Falciani di via Lamarmora, sul Pontino. «Sono inseguito», si è giustificato in un italiano piuttosto incerto, pur essendo livornese, il malvivente, prima di scappare alla vista delle cinque dipendenti che lo hanno “accolto”, per così dire, vedendolo trasandato e con intenzioni tutt’altro che pacifiche nella sala d’attesa. La follia il 17 marzo all’ora di pranzo, quando è intervenuta la polizia.

A chiamarla la titolare dell’attività, Alida Falciani, che ha inseguito l’uomo – livornese, come anticipato, e di circa 30-35 anni – riconoscibile per i vistosi tatuaggi sulle mani e sul collo. «Ci siamo molto spaventate – le parole dell’amministratrice condominiale – visto che abbiamo sentito un rumore fortissimo e poi questa persona nella sala d’attesa. Inizialmente non ci eravamo accorte della porta sfondata, dato che è rimasta sempre incardinata e comunque lui aveva già raggiunto una stanza successiva al disimpegno iniziale, così gli abbiamo chiesto chi cercasse».

A questo punto l’intruso ha spiegato di essere inseguito da qualcuno, senza specificare chi. Falciani, preoccupata, lo ha quindi esortato a chiamare i carabinieri. Una parola magica, dato che, sentendola, l’uomo, anziché prendere il cellulare e comporre il numero di emergenza, è fuggito. «L’ho inseguito per un breve tratto – prosegue la donna – e si è allontanato verso piazza San Marco». Una volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca, dopo l’allarme al 112 ha perlustrato la zona alla ricerca dell’uomo, che in quel momento indossava un giubbotto mimetico misto fra grigio chiaro e scuro, ma non l’ha trovato.

«Farò denuncia – sottolinea Falciani – ma purtroppo questa persona, che dalla descrizione mi hanno raccontato essere già nota alle forze dell’ordine, credo che si senta al di sopra della legge, che pensi di fare cosa gli pare e di non essere mai punita. Non va bene: ci vorrebbero leggi e sanzioni certe per chi delinque, ma non è così e polizia e carabinieri purtroppo possono fare poco». L’ingresso dello studio condominiale, al primo piano di un complesso di attività commerciali e uffici, dovrà essere riparato al più presto. «Ho dovuto chiamare un fabbro pregando che intervenisse al più presto – conclude la titolare – perché la porta non si chiudeva. Per arrivare al pianerottolo è entrato dal portone del palazzo, sempre aperto fino a sera, poi ha agito pensando forse di non trovare nessuno, ma noi in pausa pranzo siamo sempre qua. Si era anche documentato male evidentemente...».

Per le indagini, non appena riceveranno la denuncia, interverranno i colleghi della Squadra mobile, coordinati dal vicequestore Riccardo Signorelli. L’uomo sarà presento identificato, visto che Falciani e le quattro dipendenti sono in grado di riconoscerlo.

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