Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Muore a 52 anni Ilaria Cirillo: è stata educatrice del Rugby Livorno

di Stefano Taglione
Ilaria Cirillo
Ilaria Cirillo

La donna lascia un vuoto incolmabile nel mondo dello sport labronico: «Portava sempre allegria, ci mancherà il suo sorriso»

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LIVORNO. Nessuno dimenticherà mai la sua allegria e quel sorriso contagioso che ogni volta, insieme ai bambini del Livorno Rugby, portava in campo. È lutto in tutta la città per la scomparsa di Ilaria Cirillo, 52 anni, ex educatrice della squadra labronica e con la famiglia a capo di una ditta di spedizioni, morta a causa di una malattia. La donna – sposata e con due figli, un maschio e una femmina – si era appassionata al mondo della palla ovale seguendo proprio il figlio, ex atleta della compagine livornese, iniziando a dare una mano all’interno della società, dove si è fatta subito benvolere e apprezzare per le sue qualità umane e professionali. È rimasta nei biancoverdi come prezioso ausilio fino a sei anni fa.

«Si è avvicinata a noi come mamma – spiega il responsabile degli educatori del Livorno Rugby, Daniele Aspromonte – poi, siccome nelle realtà come la nostra ogni aiuto è ben accetto, si è messa a disposizione soprattutto nelle categorie under 8 e under 10». L’educatore, nel mondo del rugby, è il cosiddetto “allenatore” delle prime realtà giovanili, fino all’under 14. Un ruolo fondamentale per trasmettere ai più piccoli la passione per lo sport e il rispetto per l’avversario. «Tutti noi – prosegue Aspromonte – la ricordiamo con tanto affetto soprattutto per il suo sorriso. Era una ragazza che portava allegria, tanto che io in campo non l’ho mai vista triste. Aveva una grande sensibilità nei confronti dei bambini e non è un caso che oggi (il 16 marzo per chi legge ndr) mi abbiano scritto genitori di ragazzi che oggi non giocano più in squadra ma che, negli anni, non hanno mai dimenticato Ilaria».

«Grazie Ilaria, per tutto quello che hai donato al nostro club», così l’ha ricordata su Facebook la società biancoverde, pubblicando una bellissima foto di lei insieme ai “suoi” bambini: «Accovacciata, alla loro altezza – prosegue Aspromonte – proprio come faceva lei, con grande umiltà e mettendosi al loro livello, come una mamma e senza mai ergersi a “maestrina”». «Sempre positiva fino all’ultimo, mandaci un po’ del tuo sorriso da lassù», scrive Isabella. «Non è possibile. Ti ho conosciuta, eri una bella persona. Mi stringo con dolore ai tuoi bimbi e alla tua famiglia. Tantissime condoglianze», scrive Ambra Lonzi. «Si era appassionata al nostro sport grazie al figlio», le parole di Riccardo Squarcini, tecnico dell’Unicusano Livorno.

«Era una persona solare, che ha messo tutta se stessa per insegnare il rugby ai bambini più piccoli. Aveva sempre la luce negli occhi. Era una persona genuina e di persone così se ne incontrano davvero poche. Come educatrice era straordinaria e come amica ancora di più: sempre propositiva, sempre pronta a condividere momenti insieme, con un entusiasmo che non le mancava mai», così la ricorda invece il collega ed educatore della stessa società, Piero Chiesa. L’ultimo saluto, a cura delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni, si è svolto lunedì 16 marzo, a partire dalle 15, alla camera mortuaria dell’ospedale labronico, in viale Vittorio Alfieri.

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