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Leccia, a Livorno nuovo scontro sindaco-prefetto. Salvetti: «Basta note d’imperio»

di Stefano Taglione
Il sindaco Luca Salvetti insieme al prefetto Giancarlo Dionisi
Il sindaco Luca Salvetti insieme al prefetto Giancarlo Dionisi

Il primo cittadino lamenta «un cortocircuito»: «Il confronto? Su canali istituzionali». E sulla polizia municipale di notte: «Mai stata chiesta, anche perché sarebbe impraticabile»

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LIVORNO. «In una città come Livorno sono inutili le polemiche e le contrapposizioni istituzionali». Il sindaco Luca Salvetti replica così al prefetto Giancarlo Dionisi sulla questione dei controlli notturni alla Leccia e alla Scopaia, invitando l’inquilino numero uno del Palazzo del Governo a evitare nuove tensioni e a mantenere il confronto all’interno dei canali istituzionali. «Sono talmente d’accordo che le polemiche non servono – aggiunge il primo cittadino – che suggerisco al prefetto di cessare con le note d’imperio diffuse dopo i comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica e di limitarsi alla pubblicazione dei verbali, che chiariscono bene le posizioni di tutti».

La tensione, non certo la prima fra Dionisi e Salvetti, è scoppiata sull’invito a utilizzare la polizia municipale per un servizio di controllo nei due quartieri dalle 2 di notte alle 8 di mattina, in un arco orario che – sulla base degli accordi interni allo stesso corpo – i vigili coprono solo dal 15 giugno al 15 settembre, non nel restante periodo dell’anno. Di notte, infatti, gli agenti locali presidiano costantemente solo la sala operativa, punto di riferimento per ogni emergenza, anche di protezione civile.

Proprio su questo punto Salvetti precisa la posizione dell’amministrazione comunale. «Nel comitato che ho richiesto io e nessun altro – sottolinea il primo cittadino – abbiamo affrontato molte questioni e riconosciuto che in quella zona esiste un problema temporaneo di ordine pubblico su cui prestare attenzione. È stato concordato un pattugliamento congiunto, che infatti è avvenuto con buoni risultati. Ma non è mai stato detto che la soluzione fosse un presidio fisso della polizia municipale. I comitati sono organi collegiali con funzioni consultive, non possono diventare lo strumento per occuparsi di tutto lo scibile umano e di questioni che non competono agli organi di Governo. Inoltre gli esiti devono essere consultabili e trasparenti ai cittadini, attraverso i verbali, che sono la testimonianza di ciò che ci diciamo e che organizziamo insieme e non attraverso innumerevoli note di richiamo e richiesta che rappresentano la visione del prefetto e che lo stesso prefetto manda dopo a Comune, Regione, Autorità portuale e comandi vari, dai vigili del fuoco alla capitaneria».

Secondo il sindaco, in ogni caso, il ricorso alla municipale di notte non sarebbe comunque praticabile: «Il prefetto sa bene che non potrebbe essere proposta, visto il numero di zone della città che siamo chiamati a controllare». Negli ultimi giorni, intanto, nei due rioni sono state effettuate operazioni interforze “ad alto impatto”, con la partecipazione di polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale, pompieri e Ispettorato del lavoro, anche per le verifiche nei locali.

Durante i controlli sono stati identificati 40 giovani e sono state verificate anche alcune attività commerciali. Il sindaco insiste sulla necessità di mantenere un clima di collaborazione tra le istituzioni. «Su una cosa sono pienamente d’accordo con Dionisi: la sicurezza è un elemento basilare per la comunità – dice –. Proprio per questo ho sempre chiesto operazioni interforze e una collaborazione che veda le forze dell’ordine protagoniste, con un rafforzamento che permetta di creare le migliori condizioni di lavoro e di operatività». Salvetti parla però anche di un clima istituzionale che negli ultimi mesi si è incrinato. «Negli ultimi sei mesi abbiamo assistito a un vero e proprio cortocircuito istituzionale che in passato qui non era mai esistito – afferma – e di questo non possono essere ritenuti responsabili né il sindaco né il Comune». Un quadro che, secondo il primo cittadino, non aiuta una città che «è ripartita e si sta rigenerando in maniera importante».

Salvetti allarga poi il discorso ad altri dossier affrontati negli ultimi mesi nei “Cosp”: dalla questione dei fumi in porto ai fossi, passando per via Cambini, l’ex hotel Corallo, gli episodi alla Leccia e altri temi come la viabilità sull’Aurelia, al Romito o il ponte sullo Scolmatore. «Sono tutte questioni che, se affrontate con coesione, portano risultati positivi – sostiene –. Se invece qualcuno pensa di affrontarle con il classico “So io come si deve fare”, imponendo diktat irrituali e irricevibili, finiscono per diventare nodi irrisolti accompagnati da inutili polemiche». Infine il sindaco rivendica il lavoro svolto dall’amministrazione negli ultimi anni. «Il Comune ha sempre fornito collaborazione e ha operato con ordinanze e interventi in linea con le indicazioni emerse nei comitati – conclude –. Questo deve essere riconosciuto, nel rispetto del ruolo di chi è stato scelto dai cittadini con un mandato chiaro nel 2019 e ancora più chiaro nel 2024».

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