Ladri assaltano di notte due circoli Arci di Livorno. Migliaia di euro di danni: «È una follia»
Il bilancio più pesante al "Carli" di Salviano: «Hanno rotto le inferriate, svaligiando il bar». Preso di mira anche il "Nuovo Divo Demi" in piazza Barriera Garibaldi: via oltre mille euro
LIVORNO. Non c’è pace per i circoli Arci della città, luoghi di socialità e volontariato ora messi in ginocchio dai ladri. Nella notte fra lunedì 2 e martedì 3 marzo due sedi storiche sono finite nel mirino dei malviventi: il circolo Arci “Carli” di Salviano e il “Nuovo Divo Demi” di piazza Barriera Garibaldi, alla periferia nord.
Due episodi distinti, ma avvenuti a poche ore di distanza, che riaccendono l’allarme dopo il raid di metà febbraio alla “Casa delle associazioni” di via Terreni. Al “Carli” i danni sono ingenti. «Abbiamo chiuso alle 20 – racconta il presidente Fabio Altini – e alle 7.30, all’apertura, chi gestisce il bar ha trovato la griglia d’ingresso in ferro telescopica completamente divelta». I ladri, però, non sarebbero entrati dalla porta principale. «L’accesso lo hanno fatto dal primo piano, forzando una finestra e un’altra griglia che dà sul salone. Poi hanno aperto anche la grata fra il piano terra e il bar». Una volta dentro, hanno portato via il fondo cassa – circa 260 euro – e diverse bevande, tra cui birre e bottiglie di vino, molte delle quali rotte e lasciate a terra. Una, in particolare, proprio sotto l’inferriata forzata. «È stato un misto fra furto e atto vandalico – prosegue Altini – hanno provocato danni notevoli alla struttura. Parliamo di alcune migliaia di euro per sistemare infissi e griglie. È un circolo che fa socialità, frequentato da tanti anziani. Non dico che ci metta in ginocchio, ma è un colpo pesante». Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagna di Livorno, comandati dalla capitana Federica Burzio: a loro il compito di dare un volto e un nome ai malviventi.
Nella stessa notte, un altro colpo è stato messo a segno al circolo Arci “Nuovo Divo Demi”. Qui i ladri hanno forzato la porta di ferro del bar, riuscendo a sottrarre l’incasso dal registratore di cassa, fra 250 e 300 euro, oltre al denaro contenuto nelle slot machine, probabilmente altri mille euro. «Avevano già provato la sera prima – racconta la volontaria Chiara Macchi – ma nella notte poi sono riusciti ad entrare. Hanno tolto un’asta di ferro dalla porta e rotto un pezzo di muro. Hanno lasciato anche un grosso coltello da cucina. Meno male non c’era nessuno, essendo armati non sai mai cosa può accadere...». I danni strutturali, in questo caso, sarebbero più contenuti rispetto a Salviano, ma resta l’amarezza. «Noi cerchiamo di dare il massimo al quartiere e poi succedono certe cose, siamo rammaricati e senza parole: cosa pensavano di trovare qui?», si chiede.
I due episodi arrivano a poche settimane dall’assalto alla “Casa delle associazioni”, la struttura comunale di via Terreni che ospita, tra le altre, le sedi di Arci, Arcigay, Agedo, Anpi, Anppia e dell’associazione Italia-Nicaragua. A metà febbraio i ladri avevano sfondato tre stanze, provocando migliaia di euro di danni agli infissi e rubando all’Arci una bicicletta elettrica utilizzata come “Sportello mobile” nel rione Shangai. Stesso copione dieci giorni fa al bar del circolo Arci Petrarca dove è sparito il registratore di cassa con 53 euro all’interno. Ma i danni, purtroppo, sono stati assai superiori.
«Non ho visto scritte o rivendicazioni – aveva spiegato il presidente di Arci Livorno, Alessio Simoncini – sembra un’azione mirata a cercare soldi, anche se dentro non ne teniamo». Un gesto che aveva lasciato sgomento anche Arcigay e Agedo: «Un intero villaggio di associazioni è stato colpito – avevano sottolineato le responsabili – e per realtà che già vivono difficoltà economiche, questi danni sono un ulteriore peso». A indagare sul colpo di piazza Barriera Garibaldi è la polizia, intervenuta con le volanti. Il ripetersi dei furti nel giro di poche settimane preoccupa il mondo dell’associazionismo. Colpire un circolo Arci non significa soltanto portare via denaro, ma danneggiare presidi sociali che rappresentano punti di riferimento per anziani e famiglie. Strutture che vivono di impegno quotidiano e di risorse limitate, e che ora si trovano a fare i conti con nuove spese per riparazioni e sistemi di sicurezza.
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