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L’intervento

Stanziale (Filt Cgil): «Gariglio ha gettato un sasso nello stagno»

di Maurizio Campogiani

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Prime reazioni a livello nazionale dopo la decisione del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale di avviare una consultazione per la scelta del nuovo segretario generale

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LIVORNO. Non potevano mancare, e non poteva essere altrimenti, reazioni dopo la notizia che Davide Gariglio, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, ha deciso di riportare in auge un sistema che era consolidato nel primo periodo di applicazione della Legge 84/1994, ovvero quello di avere delle autocandidature per la carica di segretario generale dell’ente.

Un sistema che, come specificato nella stessa nota diffusa ieri – 2 marzo – da Palazzo Rosciano, è stato proprio di recente adottato dallo stesso Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in occasione della scelta dei presidenti delle adsp, quando lanciò le manifestazioni di interesse comunque non vincolanti.

E tra i primi a far sentire le sue impressioni al riguardo c’è il segretario nazionale della Filt Cgil, Eugenio Stanziale. «Gariglio – esordisce l’esponente sindacale – ha gettato un sasso nello stagno. Il segretario generale di un’autorità di sistema portuale rappresenta una figura importante all’interno dell’ente ed è un incarico che andrebbe ricoperto da una persona capace. Su queste situazioni, purtroppo, il Sistema Paese dimostra di essere indietro».

Stanziale va oltre. «Un problema – riprende – quando determinate situazioni vengono gestite senza la necessaria trasparenza, visto che ne va a rischio l’autonomia degli enti e la stessa fiducia che il presidente può o meno nutrire nei confronti del suo più stretto collaboratore. Ciò, anche se le due figure devono essere scollate, essendo una prettamente politica e l’altra esclusivamente tecnica».

«Gariglio – conclude il segretario nazionale della Filt Cgil – ha fatto bene a porre il problema, anche perché la gestione tecnica deve essere diversa da quella politica. Noi come sindacato vorremmo anzitutto che le persone chiamate a svolgere un ruolo che consideriamo importantissimo e delicatissimo avessero un’adeguata e comprovata preparazione, necessaria per poter assumere un incarico così importante. Sinceramente non so se l’iniziativa del presidente di Livorno sarà seguita da altri numeri uno delle Adsp».

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