Incidenti a raffica lungo il Romito, tre in pochi giorni. E spunta un’ipotesi sulla causa
Cappottamenti e testacoda di auto concentrati nella zona del Boccale principalmente, Sodano (consiglio di zona): «Va valutato lo stato dell’asfalto»
LIVORNO. Prima un cappottamento, il giorno dopo un altro. E il giorno successivo altri due incidenti, per fortuna senza gravi conseguenze. Tutti sul Romito. Tutti, grosso modo, nello stesso punto: nella zona del Boccale, alla curva. «È incredibile – commenta Claudio Sodano, presidente del consiglio di zona numero 7, Quercianella – ritengo che quel tratto d’asfalto abbia assorbito carburate, rilasciato con sversamenti o dopo incidenti, e con la pioggia è diventato scivoloso. Sarebbe il caso che chi di dovere intervenisse». Ma andiamo con ordine.
Gli incidenti
Mercoledì e giovedì scorsi sul Romito si sono verificati due incidenti fotocopia con due auto che, per motivi non meglio precisati, si sono ribaltate finendo sottosopra e causando rallentamenti e code sul lungomare. Per fortuna, a quando risulta, in nessuno dei due casi ci sono stati feriti gravi. Così come non ce ne sono stati ieri nei due incidenti (anche in questo caso non gravi e senza cappottamenti) avvenuti nello stesso punto della strada. Con tanto, anche in quel caso, di rallentamenti nel traffico e code di auto in attesa di riprendere la propria marcia.
I precedenti
Non è d’altra parte la prima volta che lungo il Romito accade qualcosa del genere. Lo scorso anno, per esempio, nella zona del Boccale l’auto guidata in direzione di Livorno da un 23enne è carambolata dalla parte opposta della carreggiata. Travolta da un furgone frigo, la macchina è poi finita contro il guard rail e per il giovane non c’è stato niente da fare: è morto poco dopo in ospedale. Un mese dopo, esattamente nello stesso punto, un’auto guidata in direzione di Livorno da una donna di 42 anni (poi finita in coma) ha invaso la corsia opposta finendo contro un camper. Insomma, nel corso dei mesi di incidenti al Boccale ce ne sono stati.
L’asfalto
Sodano, da parte sua, prova a formulare delle ipotesi circa le cause degli schianti fermandosi a riflettere sui «ripetuti incidenti avvenuti alla solita curva e da tempo attenzionata dal consiglio di zona» e ritenendo che «è da valutare come e perché si verificano troppo spesso sbandamenti fotocopia pressoché sempre nel solito punto». Poi, l’ipotesi: «Ho motivo di ritenere che lo specifico tratto in asfalto drenante, abbia favorito l’infiltrazione di carburanti e lubrificanti, vuoi per spandimenti pregressi da sgocciolamento delle autocisterne vuoi a seguito di incidenti. Quindi, in caso di pioggia, tali sostanze riemergono con gli effetti noti».
«Si intervenga»
Alla luce i tutto ciò secondo Sodano «sarebbe da prevedere il limite di velocità a 40 chilometri orari, magari accompagnato dal segnale di “pericolo sbandamento”. E andrà valutata anche l’analisi della parte sottostante l’asfalto ed eventuale bonifica. Perciò ritengo che il Comune, a tutela della collettività, potrebbe sollecitare Anas (l’ente competente sul Romito, ndr) a intervenire».
