Livorno, due arbitri picchiati in 6 giorni: «Escalation che ci preoccupa»
Dopo il caso Orlando, un altro direttore di gare preso a spintoni. Bolano (presidente dei fischietti livornesi): «Le società capiscano che il loro è anche un ruolo educativo
LIVORNO. Prima a Livorno un baby calciatore prende per il collo l’arbitro durante una partita poi, qualche giorno dopo, a Cecina un giocatore di Terza Categoria si avvicina al direttore di gara e lo spintona. A ripercorrere gli ultimi fatti riguardanti le aggressioni ai fischietti sul nostro territorio è Marco Bolano, presidente della sezione livornese dell’associazione italiana arbitri. «Atti del genere – dice – sono da stigmatizzare con forza. Il nostro territorio era sempre stato un’isola felice sotto questo punto di vista e il fatto che si siano verificate due aggressioni in così pochi giorni ci preoccupa non poco. Mi aspetto inoltre che da parte della federazione ci sia una presa di posizione forte e decisa dopo quanto accaduto». Ma andiamo con ordine.
Il caso a Livorno
La settimana scorsa durante un match di calcio fra l’Orlando e il Limite e Capraia, una formazione dell’Empolese, un calciatore under 18 della compagine labronica si è scagliato contro il direttore di gara. Secondo il referto arbitrale, nello specifico, il baby calciatore livornese gli avrebbe «stretto il collo con la mano provocandogli momentaneo dolore. Nei suoi confronti pronunciava anche ulteriori frasi ingiuriose e minacciose che ne compromettevano la condizione psicofisica, costringendolo a decretare la sospensione della partita». Il calciatore è stato squalificato per due anni e per la società, che ha poi chiesto scusa, il giudice sportivo ha inflitto 300 euro di multa e decretato la sconfitta 0-3 a tavolino. L’episodio era avvenuto al primo dei sei minuti di recupero concessi dall’arbitro, quando dopo aver fischiato una punizione a centrocampo proprio per i padroni di casa, che stavano perdendo 0-1, forse perché il ragazzo si aspettava che venisse concesso il vantaggio e si proseguisse quindi a giocare, si è verificata l’aggressione.
Il caso a Cecina
Un altro caso simile è avvenuto domenica scorsa quando «un calciatore dell’Accademia Cecina – racconta Bolano – durante una partita di Terza Categoria contro Arci La California ha spinto l’arbitro». La partita è comunque andata avanti e in questo caso l’iter della giustizia sportiva è appena all’inizio: l’arbitro deve farsi refertare e poi si andrà avanti col procedimento.
L’escalation
Bolano sottolinea che se «a livello nazionale stiamo assistendo a un incremento nel numero delle aggressioni nei confronti degli arbitri, Livorno fino a ora era stata un’isola felice». Evidentemente non lo è più, a giudicare dall’escalation di aggressività registrato nell’ultima settimana. «Fatti del genere – aggiunge il presidente dei fischietti livornesi – sono inaccettabili. Non colpiscono solo il singolo arbitro, ma l’intero movimento arbitrale e sportivo. E possono anche rallentare il reclutamento degli arbitri in un momento in cui abbiamo le iscrizioni aperte per il nuovo corso».
Le società
Circa il caso di Livorno, nello specifico, «ringrazio l’allenatore Claudio Rossi della società Us Limite Capraia, unico dirigente che ha prestato soccorso e supporto al nostro ragazzo in quel momento di grande difficoltà. Apprezzo le successive scuse private dell’Orlando Calcio, auspicando che le stesse siano accompagnate da una riflessione interna alla società, anche alla luce della debole assunzione di responsabilità dei dirigenti negli attimi successivi all’episodio. Rispetto la decisione del giudice sportivo e mi auguro che la società adotti il medesimo atteggiamento». In tutto questo Marco Bolano auspica che «le società comprendano il loro ruolo educativo». A maggior ragione se lavorano con tesserati minorenni o comunque con giovani calciatori da formare. «Da parte nostra siamo disponibili a partecipare a eventuali incontri di sensibilizzazione sul tema qualora si decidesse di organizzarli».
La federazione
Detto ciò, il presidente della sezione livornese dell’associazione italiana arbitri fa poi riferimento alla Figc, Federazione italiana giuoco calcio. «Credo che la Federazione debba intervenire sull’accaduto con una presa di posizione forte e inequivocabile. Nel nostro territorio questi episodi devono rimanere casi isolati e condannati da tutte le componenti». Insomma, l’auspicio è che Livorno torni a essere l’isola felice che pare sia sempre stata.
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