Il Tirreno

Livorno

L’episodio choc

Livorno, pestato alla festa da dieci ragazzini: 13enne in ospedale. Pedate e pugni, l’assurdo gioco degenerato

di Stefano Taglione

	Una volante della polizia di stato fuori dal pronto soccorso di Livorno (foto d'archivio)
Una volante della polizia di stato fuori dal pronto soccorso di Livorno (foto d'archivio)

I compagni avrebbero iniziato a picchiarlo durante il rinfresco al campo da calcio: gli agenti delle volanti intervenuti al pronto soccorso per ricostruire quanto accaduto

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LIVORNO. Sarebbe stato picchiato da una decina di coetanei durante una festa organizzata al campo da calcio. Pugni e pedate, iniziati per uno stupido gioco con lui sdraiato per terra, ma poi la situazione è degenerata. Racconto choc quello della mamma di un ragazzino livornese di 13 anni nel recinto di gioco di una squadra della città Il Tirreno ne omette il nome per non rendere riconoscibile l’adolescente aggredito – quello giunto negli uffici della questura. L’episodio si sarebbe verificato nel pomeriggio di venerdì scorso e la sera l’adolescente è stato accompagnato dalla madre, presente ai fatti e ovviamente intervenuta per sottrarlo alle botte, al pronto soccorso.

La ricostruzione

Gli agenti si sono recati al triage dell’ospedale su richiesta della donna, che aveva ovviamente raccontato il motivo delle ferite di suo figlio una volta ricevuta all’accettazione. Gli amici, invitati alla festa, giocano per la squadra il cui campo ospitava il rinfresco. Sul posto sono quindi sopraggiunti i poliziotti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretti dal commissario capo Gabriele Nasca, che hanno parlato con la mamma e il ragazzino, cercando di ricostruire quanto accaduto.

Le indagini

Solo quando (e se) la madre deciderà di sporgere querela potranno partire le indagini. Accertamenti che, coordinati dal tribunale per i minorenni di Firenze e non dalla procura labronica visto che sono coinvolti dei ragazzini, potranno essere delegati agli agenti della Squadra mobile della polizia di Stato, diretta dal vicequestore aggiunto Riccardo Signorelli. C’è comunque un aspetto di cui tenere conto, tutt’altro che secondario: sotto i 14 anni nessuna persona è imputabile e, quindi, verso gli adolescenti coinvolti non potrà partire alcun procedimento penale, se sono tutti under 14.

Il precedente

C’è stato un precedente di violenza giovanile, nell’ultima settimana, che ha interessato la nostra città. È avvenuto, in questo caso, durante un match di calcio fra l’Orlando e il Limite e Capraia, una formazione dell’Empolese. Qui un calciatore under 18 della compagine labronica ha afferrato l’arbitro per il collo, motivo per il quale è stato squalificato per due anni: non potrà tornare in campo prima del 22 gennaio del 2028. Alla società, che ha subito chiesto scusa assumendosi le proprie responsabilità, anche 300 euro di multa e la sconfitta 0-3 a tavolino. Secondo il referto arbitrale, giunto sul tavolo del giudice sportivo, il baby-calciatore livornese all’arbitro avrebbe «stretto il collo con la mano provocandogli momentaneo dolore. Nei suoi confronti pronunciava anche ulteriori frasi ingiuriose e minacciose che ne compromettevano la condizione psicofisica, costringendolo a decretare la sospensione della partita».

L’episodio era avvenuto al primo dei sei minuti di recupero concessi dal direttore di gara, quando dopo aver fischiato una punizione a centrocampo proprio per i padroni di casa, che stavano perdendo 0-1, forse perché il ragazzo si aspettava che venisse concesso il vantaggio e si proseguisse quindi a giocare, si è scatenata l’immotivata e gratuita violenza. 

Primo piano
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