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Tasse sui turisti, Buongiorno Livorno: «Ora coordiniamoci coi Comuni portuali per avere i ristori»

di Juna Goti
Crociere in porto
Crociere in porto

L’atto che guarda “all’asse” fra Genova e Civitavecchia

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LIVORNO. È al centro del dibattito l’asse promosso da Genova (il più grande porto italiano) e Civitavecchia (il primo scalo guardando alle crociere) perché siano garantiti ristori ai comuni italiani che ogni giorno fanno i conti, in senso positivo ma anche in senso negativo, con gli impatti del turismo. A Genova l’addizionale sui diritti di imbarco, la ribattezzata tassa sui passeggeri, è già realtà: ogni passeggero di traghetti e crociere in transito nella città dovrà versare 3 euro, con la previsione di incassare 3,5 milioni quest’anno e 5,7 dal prossimo. Ma la città metropolitana ha potuto attivare questa misura solo perché ha una serie di caratteristiche previste dall’attuale normativa: il percorso che ha lanciato con Civitavecchia sul terreno dell’Anci punta invece a coinvolgere in una sorta di vertenza nazionale tutte le città portuali, con un quadro normativo chiaro.

In questo dibattito si inserisce un atto che é stato appena presentato da Buongiorno Livorno e che con Pietro Panciatici sarà discusso nel consiglio comunale di martedì. Una mozione che guarda a un «coordinamento dei comuni con scalo portuale» e che chiede al sindaco, «partendo da quanto già in essere per Genova, Venezia, Salerno e Palermo», di «promuovere e concretizzare incontri tra i Comuni portuali volti a promuovere un’azione legislativa che consenta anche a quelli attualmente impossibilitati l’applicazione di ristori». In aggiunta chiede di «verificare sempre con i comuni portuali l’opportunità di costituirsi in forma associativa».

Un tema sempre più sentito, questo, come dimostrano il fiorire dei comitati e le stesse azioni delle amministrazioni. È di questi giorni, tra l’altro, l’arrivo anche a Livorno delle telecamere di Report, che a quanto risulta sta facendo un’inchiesta sull’inquinamento dei porti.

«Ogni giorno – è la premessa nella mozione – il porto è attracco preferenziale di un gran numero di grandi navi, da crociera, commerciali e di trasporto passeggeri». Quelle da crociera, in particolare, «sostano per ore mantenendo accesi i generatori», mentre «il movimento delle auto in sbarco dai traghetti» crea problemi «sia guardando al traffico sia all'inquinamento». Da tempo, viene ricordato, «è in corso un dibattito sulla necessità di assicurare alle città portuali finanziamenti aggiuntivi, derivanti dall’enorme movimento di passeggeri che ormai pesa su molte realtà soprattutto in termini di overtourism e inquinamento» e il tema è di interesse soprattutto «per le fasce più deboli, su cui da ultimo gravano i costi indotti dai traffici navali, come crescita degli affitti». In un passaggio dell’atto si ricorda anche che «esiste in Italia fin dal 1996 la Ancai, associazione di Comuni sedi di aeroporti, che è riuscita a far istituire ben due diverse imposte, l’addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri su aeromobili e la Iresa, imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili». 

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