Presenza, ascolto e sostegno umano: a Livorno ecco chi sono gli angeli in aiuto ai più fragili
Avo: i volontari ospedalieri che orientano su servizi e fanno solidarietà
LIVORNO Immaginiamo un anziano utente del servizio sanitario, scarsamente informatizzato, nel momento in cui entra nell’atrio principale del nostro ospedale: per scaricare il referto di un esame c’è un totem, per pagare un ticket una sconosciuta macchinetta, per scegliere il medico un secondo totem.
Ma nemmeno il tempo di disperarsi che intervengono alcuni “angeli” che sanno riconoscere lo sconforto sul volto degli utenti più su con l’età. Loro sono i volontari dell’Avo, l’associazione volontari ospedalieri, realtà che presta servizio nel gabbiotto, posizionato nello stesso atrio, dal quale scattano fuori appena vedono la persona in difficoltà. E la guidano (ma soprattutto insegnano le procedure) verso la risoluzione di quanto necessitava. Ma non solo di questo (e delle informazioni logistiche che offrono dalla postazione) si occupano i volontari dell’Avo, reduci nell’ottobre sorso dalla festa di compleanno: sono ben 40 anni dalla fondazione. Nel corso della festa sono state raccolti 500 euro destinati all’emporio solidale della Caritas. Così come in alcuni centri commerciali (come Levante e Porta a Mare) sono presenti defibrillatori grazie sempre alle raccolte di fondi della stessa Avo. «La nostra attività si svolge anche al di fuori dell’ospedale – racconta Giovanna Manzi presidente della associazione livornese – ad esempio il 19 novembre scorso abbiamo partecipato a Villa Corridi, con i bambini delle scuole là ospitate, alla Festa nazionale dell’albero regalando alla scuola un ligustro che sarà poi compito dei ragazzi curare».
«Fra l’altro - fa eco a Manzi Diamantina Ansaldo, tesoriera dell’associazione – in occasione del nostro anniversario abbiamo avuto l’onore di essere festeggiati con un messaggio del presidente Mattarella». Vicino al gabbiotto, nel periodo natalizio, un albero di Natale con sotto alcuni pacchi. «Erano destinati a coloro che per motivi economici non avevano la possibilità di fare regali a figli e nipoti: contenevano giocattoli». Il cuore dell’Avo si spinge anche fuori le mura ospedaliere, ad esempio spostandosi nel vicino centro diurno di via San Gaetano, nel quale i volontari costituiscono un importante supporto informativo agli operatori Asl impegnati nella riabilitazione dei minori con handicap.
Non mancano le feste danzanti organizzate nelle case di riposo cittadine. «Inoltre organizziamo anche corsi di formazione alle scuole superiori che comportano crediti formativi per gli studenti coinvolti», va avanti Manzi.
A proposito di formazione: ma chi forma i volontari?
«Per essere ammessi nella nostra associazione è necessario partecipare a un corso di 7/8 lezioni di varie materie, alcune insegnate da primari del nostro ospedale».
Dopo sarà possibile indossare il camice bianco con la “spilla” dell’associazione «che è anche presente in ospedale al Pronto Soccorso, al Corat – racconta Ansaldo – oltre a far visita ai ricoverati per scambiare quattro chiacchiere con loro. E ciò che riceviamo da loro è superiore a ciò che offriamo noi con le nostre visite». Chi volesse iniziare il 2026 diventando volontario potrà chiedere informazioni alla mail avo.livorno@gmail,com oppure contattare i numeri 0586 223455 e 3281886294.l
