Tessere di Fratelli d'Italia stampate nel Comune di Livorno: verifiche sui computer
Gli informatici al lavoro per capire quanti moduli sono stati stampati in municipio. Ecco cosa rischiano gli eventuali responsabili. Ferroni: «Dispiace, noi attenti alle risorse pubbliche». La dirigente del partito Paola Nucci: se qualcuno ha sbagliato, dovrà pagare
LIVORNO. Quante tessere di partito sono state stampate, in totale, dalla macchina del Comune? Chi le ha stampate o fotocopiate? In municipio sono partite le verifiche tecniche per provare a dare una risposta a queste domande. Verifiche delicate, che in caso di esiti significativi potrebbero anche portare a una trasmissione di atti alla procura.
Il caso, come raccontato dal Tirreno, è esploso due giorni fa, quando il presidente del consiglio comunale ha informato i capigruppo delle diverse forze politiche di un fatto che si è verificato in queste settimane, dopo l’ultimo consiglio comunale: nella stampante - fotocopiatrice che si trova nel corridoio al primo piano del palazzo, e che è al servizio dei gruppi politici, sono state trovate decine e decine di tessere di partito da compilare, in sostanza moduli per fare il tesseramento. Non si sa chi li ha stampati, si sa che sono di Fratelli d’Italia.
Il pacchetto importante di fogli non è passato inosservato. Perché è bene ricordare che le apparecchiature che sono nell’edificio pubblico sono a disposizione dei consiglieri comunali proprio in quanto eletti: possono essere usate a servizio della loro attività istituzionale, di rappresentanza dei livornesi nell’ente, e non per attività personali o di partito in senso stretto.
In conferenza dei capigruppo il presidente del consiglio, Pietro Caruso (Pd), ha così richiamato tutte le forze politiche a un uso corretto della strumentazione. Il segretario generale del Comune, Michele D’Avino, ha preso atto dell’anomalia e disposto una serie di verifiche interne.
Ecco, quelle verifiche sono al momento in corso. A quanto risulta sono prima di tutto di carattere informatico. Si vuole capire quanti moduli di partito sono stati effettivamente stampati dalla macchinetta al primo piano: perché quelli ritrovati “in coda”, una volta ricaricata la carta, sono almeno 150, ma è possibile che il comando sia stato dato per molti di più. Poi c’è da capire se le tessere in questione sono state fotocopiate o se sono state stampate da un computer del piano, perché in questo caso potrebbe essere stata conservata una traccia. Solo in base agli esiti delle verifiche sarà possibile capire se l’ente avrà il dovere di ufficio di rappresentare il fatto alle autorità competenti, che a loro volta valuteranno se esistono gli estremi per parlare di peculato.
Resta il caos politico che il fatto ha già sollevato all’interno della stessa Fratelli d’Italia, con la dirigente nazionale Paola Nucci che il 15 gennaio ha dichiarato che se qualcuno dei suoi ha sbagliato, dovrà pagare. «Condanniamo il fatto in sé, nella consapevolezza che è da accertare, stiamo aspettando gli esiti delle verifiche degli uffici», interviene l’assessora Viola Ferroni, che ha la delega ai rapporti con il consiglio comunale: «Dispiace, anche perché la nostra giunta sull’utilizzo delle risorse pubbliche è molto attenta, lo dimostrano i nostri rimborsi spesa». l
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