Livorno, paziente spacca l'ingresso del pronto soccorso con un estintore
Caos di notte: l'uomo, un trentenne, è stato poi denunciato per danneggiamento aggravato dalla polizia. Ha lanciato pure delle plafoniere verso l'ingresso del triage
LIVORNO. Prima si è tolto i punti di sutura che gli erano stati applicati, uscendo dal pronto soccorso e inveendo contro i sanitari. Poi ha preso tutto ciò che gli è capitato a tiro – un estintore e delle plafoniere – distruggendo la porta d’ingresso. Nottata di caos in ospedale quella fra l'8 e il 9 gennaio, con il personale che ha dovuto fare letteralmente l’impossibile per non far degenerare ulteriormente i disordini. L’uomo – un trentenne tunisino – è stato poi denunciato per danneggiamento aggravato dagli agenti della Squadra volante polizia di Stato, intervenuti sul posto dopo la chiamata al 112. Il paziente, nel frattempo, era stato comunque calmato, anche perché avrebbe potuto fare del male a sé stesso, essendo lì per problemi di salute. Fondamentale anche l’intervento delle guardie giurate del Worsp Security Group, che hanno contribuito a riportare la (non facile) tranquillità. Il tutto è avvenuto attorno alle 2, con il paziente che ha afferrato pure delle plafoniere che si trovavano fuori dal triage in quanto, nei giorni scorsi, un camion era entrato per errore all’interno della “camera calda” riservata alle ambulanze danneggiando, appunto, l’illuminazione.
L’aggressione
Ma purtroppo questo non è stato l’unico episodio violento della nottata. Una sanitaria al lavoro sempre al triage è stata aggredita verbalmente dalla familiare di un paziente. La donna, che ha dovuto abbandonare temporaneamente i compiti assegnati, è rimasta molto turbata dall’accaduto.
Solidarietà dell’Asl
L’Asl Toscana nord ovest esprime «la più ferma condanna per gli episodi di aggressione che si sono verificati nei confronti del personale medico e infermieristico del pronto soccorso e manifesta piena vicinanza e solidarietà alle professioniste e ai professionisti coinvolti, che ogni giorno operano con competenza, responsabilità e spirito di servizio a tutela della salute dei cittadini. Si tratta di fatti inaccettabili, che non possono trovare alcuna giustificazione. La violenza contro chi lavora per garantire cure, assistenza e sicurezza ai pazienti rappresenta una ferita non solo per gli operatori colpiti, ma per l’intero sistema sanitario e per la comunità. Da anni l’azienda è fortemente impegnata nella prevenzione e nel contrasto della violenza a danno delle lavoratrici e dei lavoratori del servizio sanitario, attraverso un insieme strutturato e integrato di azioni. In tutti i presidi sono stati progressivamente introdotti dispositivi tecnici di protezione, come pulsanti antiaggressione collegati alle centrali operative e sistemi di videosorveglianza, insieme al rafforzamento dei servizi di sicurezza mediante la vigilanza privata e specifici protocolli operativi condivisi con le forze dell’ordine. Accanto agli strumenti tecnologici e organizzativi, l’azienda ha promosso negli anni campagne di comunicazione rivolte ai cittadini per diffondere una cultura del rispetto verso il personale sanitario e favorire un clima di fiducia e collaborazione nei luoghi di cura. Un ruolo centrale è svolto anche dalla formazione degli operatori, con percorsi specifici dedicati alla gestione degli eventi di aggressione e di conflitto, finalizzati non solo alla tutela immediata delle persone, ma anche alla capacità di riconoscere e disinnescare precocemente situazioni potenzialmente critiche, individuando eventuali fragilità organizzative che possono aumentare il rischio di episodi violenti. L’azienda ribadisce che la sicurezza delle proprie lavoratrici e dei propri lavoratori è una priorità assoluta e continuerà a investire risorse, competenze e strumenti per garantire ambienti di lavoro sempre più protetti. Allo stesso tempo rivolge un appello alla responsabilità e al rispetto da parte di tutti, affinché i luoghi di cura possano rimanere spazi di accoglienza, professionalità e tutela della vita».
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