Il Tirreno

Livorno

Il caso

Venti di bufera nel corpo dei vigili urbani: aperta istruttoria anche sul comandante Joselito Orlando

di Juna Goti
La foto sotto accusa di Joselito Orlando
La foto sotto accusa di Joselito Orlando

Tanti provvedimenti verso gli agenti e qualcuno segnala il responsabile della polizia municipale all’ufficio disciplinare

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Il nuovo anno in municipio si apre subito con un caso. Per raccontarlo partiamo da una foto, la foto scelta per rappresentare il mese di gennaio nel nuovo calendario della polizia municipale. Raffigura il comandante, Joselito Orlando: è in primo piano, di profilo, mentre indossa la divisa e il cappello. È stata stampata insieme a tutte le altre e con il calendario ha iniziato a circolare soprattutto all’interno del palazzo. Lo scatto, però, ha sollevato anche polemiche e tra uno scambio di auguri e l’altro c’è chi l’ha accostato a una foto di Benito Mussolini, ritratto nella medesima posizione, accompagnandolo alla scritta “trova le differenze”.

Il diretto interessato, contattato dal Tirreno, parla di accostamento «fantasioso e fuoriluogo»: «Mi pare fatto tanto per parlare male...», chiosa Joselito Orlando. Ma è chiaro che all’interno della polizia municipale il clima si è fatto sempre più teso.

Non è un segreto: di attriti all’interno del corpo ce ne sono stati parecchi da quando, nel settembre del 2024, Orlando – romano di nascita, già al vertice della polizia locale nel napoletano – è diventato comandante della polizia municipale livornese. I primi sei mesi non sono stati in discesa proprio guardando ai rapporti con il personale. Passato il periodo di prova, nella primavera scorsa, il sindaco Luca Salvetti lo ha confermato al vertice, elogiandone la «grande preparazione», ma anche evidenziando che «la filosofia dei provvedimenti disciplinari» non può essere il faro guida e raccomandando armonia interna.

L’ultimo anno, però, non è stato rose fiori. Da una parte il comandante ha deciso parecchi provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti. Dall’altra, si scopre oggi, sono arrivate segnalazioni e richieste di intervento anche nei suoi confronti. Tanto che nel mese di dicembre l’Upd, ovvero l’ufficio che in Comune si occupa di valutare i procedimenti disciplinari nei confronti dei dirigenti, ha aperto un’istruttoria interna. L’ufficio, pur nominato dalle amministrazioni, lavora in autonomia: è formato da una dirigente di dipartimento, dal direttore generale e dal segretario generale del Comune. In generale i procedimenti che si trova a valutare possono chiudersi con un nulla di fatto o anche avere conseguenze molto importanti per i diretti interessati. È bene precisare che in questo caso nessuna decisione è ancora stata presa.

Ma è chiaro che il clima all’interno appare da “mareggiata”. Contattato dal Tirreno il comandante risponde di non sapere dell’istruttoria che lo riguarda: «Sono in un periodo di malattia e non sono a conoscenza di questo». Rispetto al calendario, invece, precisa: «Le foto sono scelte non da me, ma all’interno del comando. Si è voluto individuare attività operative in dodici mesi e tra le varie foto si è inteso scegliere anche quella del comandante perché è il primo calendario che viene predisposto “modello autorità”, un po’ come quello della polizia. La foto citata non sarà delle migliori, ma quell’accostamento non esiste proprio: è una foto scattata durante una cerimonia, in un’occasione istituzionale, sull’attenti durante l’inno di Mameli». «L’accostamento fatto – torna a sottolineare – è fuoriluogo. Tanto per parlarne male, mi pare…».

Anche il sindaco rispetto alla foto in questione dosa le parole: «In generale, in passato, quando mi sono stati chiesti consigli per la composizione dei calendari, ho sempre suggerito immagini della polizia vicina ai cittadini, sorridente e aperta al dialogo. Diciamo che quella foto a primo impatto non ha quelle caratteristiche».

Ma cosa sta accadendo all’interno del corpo? E cosa ci si può aspettare per il futuro? «Dal momento in cui è arrivato l’avvalimento della graduatoria più vecchia esistente in Italia, attraverso la quale Joselito Orlando è diventato comandate a Livorno – risponde per ora Luca Salvetti – ho lavorato per creare il cima migliore all’interno della polizia municipale, cercando di stemperare i malumori da una parte e l’atteggiamento molto marcato e incisivo del comandante dall’altra. E questo l’ho fatto per tutto l’anno, nei primi sei mesi di prova e anche dopo, con il tavolo creato ad hoc con sindacati, posizioni organizzative, giunta e direttore generale».

Ma «ha funzionato a intermittenza, dentro ci sono state situazioni che hanno generato segnalazioni. Ne prendo atto, attendendo le decisioni e le interpretazioni dell’Ufficio procedimenti disciplinari dei dirigenti, che sta lavorando su questo». «Ci tengo a sottolineare – conclude – che grazie alla serietà di tutti queste problematiche interne non hanno avuto alcun effetto sulla qualità del servizio offerto alla città».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

La strage di Capodanno
La tragedia

Strage di giovani alla festa di Capodanno in Svizzera: «Ci sono ancora tre feriti non identificati». Cosa sappiamo – Diretta

di Redazione web
Speciale Scuola 2030