Piccolo Teatro Città di Livorno: si festeggiano i 70 anni con Anton Čechov
Ricordo, amore, attesa: Il presidente Barinci «Le nostre radici affondano nel secondo dopoguerra»
LIVORNO Il Piccolo Teatro Città di Livorno sceglie Anton Cechov per festeggiare 70 anni di memoria. E lo fa sabato 13 dicembre al Teatro 4 Mori, alle 21, debuttando in una delle sale più rappresentative della città.
L’anniversario dei 70 anni
Grande orgoglio per gli attori: si celebrano i 70 anni del processo storico da cui trae origine la compagnia. L’anniversario viene festeggiato con “Popcorn Cechov. Affinità e divergenze nella vita di relazione”, un libero adattamento in tre atti con musica
dal vivo ispirato a una selezione di farse e monologhi di Anton Čechov, tra i maggiori drammaturghi del XIX secolo e figura centrale del teatro psicologico moderno.
Lo spettacolo
La rappresentazione è ambientata nella stazione ferroviaria russa di Nikolaevsk, affacciata sul mare di Ochotsk e sulle rive del fiume Amur: una cornice evocativa, luogo di partenze, attese e ritrovi, dove prende forma un’umanità fragile, contraddittoria e al tempo stesso irresistibilmente comica. In questo spazio sospeso scorrono, atto dopo atto, alcuni dei più celebri quadri cechoviani. Il grasso e lo smilzo mette in scena un incontro tra vecchi amici che si trasforma in una caricatura del servilismo sociale; in L’orso, il lutto della vedova Popova degenera in un violento -
e tenero - duello con il prorompente Smirnov. Il sottufficiale Prisibeev racconta la propria ossessione per l’ordine, fino a esserne travolto, mentre in La domanda di matrimonio l’ansioso Lomov e Natal’ja Stepanovna litigano furiosamente per questioni tanto banali quanto simboliche. Seguono il monologo de I danni del tabacco, dove Njuchin trasforma una conferenza in uno sfogo sulla sua vita infelice, e la tragicomica Morte dell’impiegato, in cui Cervjakòv muore di angoscia dopo aver starnutito sul generale Brizzalov. Prima dell’epilogo, Il canto del cigno
offre un momento di profonda poesia: l’attore Svetlovidov ritrova per un istante la grandezza della scena, prima di arrendersi alla propria solitudine. Nel terzo e ultimo atto, tutti i personaggi convergono di nuovo nella stazione.
Tra partenze, addii, attese e arresti, la confusione si attenua e il tempo sembra rallentare. In quell’attimo sospeso emerge un sentimento più intimo: il viaggio si fa ritorno alle radici, alla memoria personale e collettiva, a quel luogo segreto che ciascuno porta dentro di sé e che, forse, coincide con l’idea stessa di casa.
Ricordo, amore e attesa
È in questo silenzio finale - carico di nostalgia e dolcezza - che la storica Compagnia livornese svela la propria convinzione più profonda: il ricordo, l’amore e l’attesa sono il filo che, da settant’anni, attraversa e sostiene la sua identità artistica.
«Il Piccolo Teatro Città di Livorno è un’associazione culturale relativamente giovane, costituitasi nel 1996 e iscritta al Runts nel 2024, ma le sue radici affondano nel secondo dopoguerra», dichiara il presidente, ingegner Leonardo Barinci. E ancora: «Il primo gruppo di interpreti che divenne la “Compagnia Italiana del Piccolo Teatro Città di Livorno”, poi semplicemente il Piccolo Teatro Città di Livorno, si sviluppò su impulso della Compagnia di Gesù, allora presente in città, e grazie soprattutto all’opera di padre Valentino Davanzati sj, affiancato da validi collaboratori laici. Le nostre stagioni teatrali si contano infatti a partire dal 1954-1955».
Barinci, ideatore e autore dell’adattamento, aggiunge: «Alcune opere attraversano Il tempo perché sanno parlare al cuore dello spettatore e Čechov ne è un esempio straordinario. Il suo teatro indaga i conflitti interiori, il rapporto tra desiderio e realtà, la
fragilità e la forza dei legami umani. È per questo che lo abbiamo scelto per celebrare i nostri settant’anni: la sua poetica offre alla Compagnia un’occasione preziosa per rileggere la propria storia e per comprendere i meccanismi che rendono durature - o fragili - le relazioni interpersonali e sociali, nella ricerca di un futuro associativo e artistico sempre più ricco e partecipato nonchè di un servizio alla cultura sempre più completo».
I biglietti
Il cast è cast ricchissimo e comprende tutti i membri della compagnia, impegnati anche dietro le quinte come tecnici, e assistenti di scena, costumisti e truccatori. L’appuntamento è per sabato 13 dicembre alle 21 al cinema Teatro 4 Mori, via Pietro Tacca 16, Livorno. Costo del biglietto 13 euro euro (oltre 2 euro euro di prevendita).
Biglietti: al botteghino del teatro (342 5431247) o su https://cinema4mori.it/ProgrammazioneTeatro.
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