Livorno, evacuato di nuovo il centro Basaglia: «Servono 7 milioni per ricostruirlo»
Era già successo un anno fa: gli ospiti trasferiti in altre tre strutture
LIVORNO. Novembre è un mese maledetto per il centro di salute mentale “Franco Basaglia” di Monterotondo: esattamente dopo un anno dalla prima chiusura – dovuta, in quel caso, a pericolose infiltrazioni di acqua nella struttura – da oggi il centro sarà di nuovo ko per problemi analoghi a quelli del 2024. A darne notizia è Cinzia Porrà, direttrice della Zona distetto livornese dell’Asl Toscana nord ovest, ottimista sui tempi di riapertura. «Così come lo scorso anno, dopo solo circa un mese di stop, il “Basaglia” riaprì i battenti – spiega Porrà – anche questa volta siamo fiduciosi in una veloce risoluzione del problema».
Ma cosa è successo?
«Nella giornata di ieri (venerdì per chi legge, nda) al centro di salute mentale è stato registrato un black out. È intervenuto prontamente l’ufficio tecnico della nostra Azienda sanitaria che ha verificato come il problema sia nato da un guasto alla caldaia dovuto alla rottura di un cassone per l’acqua con tanto di fili elettrici lesionati. Speravamo in un veloce intervento riparatore ma i tecnici ci hanno fatto sapere che per la risoluzione del problema è necessario un intervento più vasto che non permetteva la presenza dei cinque ospiti del “Basaglia” e del personale Usl».
E quindi i cinque ospiti dove sono stati trasferiti?
«Proprio come già successo l’anno scorso, nelle altre residenze psichiatriche zonali, ovvero alla Magnolia, al Sonnino e al Graziani».
Che dire dei tempi previsti per la riapertura?
«Come dicevo, vista l’efficienza della ditta incaricata lo scorso anno, spero che anche questa volta i lavori durino solo un mese o giù di lì. Intanto abbiamo incaricato una società di vigilanza per garantire nel centro una presenza per evitare vandalismo o furti. Ma purtroppo il “Basaglia” necessita di altro».
Si spieghi meglio dottoressa.
«Già l’anno scorso, dopo lo stop, fummo costretti a chiudere una parte del centro. I lavori di riparazione che faremo ora non risolveranno i problemi di una struttura vecchia (prima ancora di divenire un centro di salute mentale, la struttura, allora chiamata istituto Di Vestea, costituiva un centro di accoglienza per bambini problematici per divenire poi una “dependance” dell’istituto Pascoli e infine, negli anni Ottanta, l’attuale “Basaglia”, nda). Necessita quindi un lavoro di completa ristrutturazione e non una “pezza” che potrà risolvere solo il problema contingente».
E quindi?
«Quindi da tempo la direzione aziendale ha intrapreso un percorso con la Regione Toscana per ottenere un finanziamento che ricostruisca completamente la struttura».
Soldi previsti?
«Circa sette milioni di euro».
Una bella cifra.
«È quella necessaria per fare i lavori».
Intanto l’Avofasam ( l’associazione che rappresenta i familiari degli utenti psichiatrici compresi i ricoverati nei centri di salute mentale) fa sapere che nella serata di ieri (per chi legge) si è svolta una riunione del direttivo per una valutazione sul caso chiusura.
«Una cosa ci tengo a sottolinearla: la struttura che dirigo e la direzione aziendale hanno estremamente a cuore il futuro del “Basaglia” così come in generale la tutela dei pazienti con problemi di salute mentale. E vigileremo sui tempi e sulle modalità per un recupero completo del centro».
