Livorno, grave dopo lo schianto in scooter. La compagna: «Lui è prudente, un’auto lo ha disturbato»
Cristina, la fidanzata di Stefano Lenzi e madre del loro figlio di quattro anni, si appella ai livornesi: «Chiunque abbia visto qualcosa, si rechi alla polizia municipale»
LIVORNO. «Stefano è un padre di famiglia, una persona prudente e responsabile. Un camionista, per altro, e sa guidare: non era ubriaco, non può aver fatto tutto da solo. A giudicare dalla dinamica, e dalle fratture, sono convinta che qualcuno lo abbia disturbato, forse una macchina proprio allo stop con via delle Cateratte. È inspiegabile: l’altra ipotesi è un guasto ai freni dello scooter, ma perché allora schiantarsi contro un muro all’incrocio e non cercare, accorgendosi del problema, di andare dritto visto che lì la strada continua?».
Cristina, compagna da dieci anni di Stefano Lenzi e madre del suo bimbo di quattro anni, non si dà pace. È convinta, conoscendo bene il suo fidanzato, che non possa essersi schiantato con lo scooter contro un muretto a un incrocio dopo aver saltato un “dare precedenza” in corrispondenza di una stretta curva che doveva imboccare per tornare a casa. «Ci sono troppe cose che non tornano – dice la donna, che nel primo pomeriggio di ieri ha svolto un sopralluogo a quell’incrocio, dove ha parlato con due agenti della municipale intervenute per ulteriori accertamenti – perché anche se arrivi veloce al “dare precedenza”, poi non puoi certo finire dritto contro il muretto. Non si capisce dove Stefano è caduto, ci sono solo i resti del motorino, anche per pochi se comparati alle numerose fratture sul suo corpo. Sono convinta che un mezzo lo abbia disturbato, non ha senso questa ricostruzione». La polizia municipale, anche se sul luogo dell’incidente non ci sono telecamere, acquisirà quelle delle aziende limitrofe, qualche centinaio di metro più in là. Forse, dai nastri registrati, potrebbero arrivare le prime risposte. «Io mi appello alla cittadinanza, a chi ha visto qualcosa – conclude Cristina – Chi è testimone dell’incidente, vada alla polizia municipale. Se c’è un responsabile che è scappato, invece, è meglio che si costituisca».
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