Il Tirreno

Livorno

Il lieto fine

Livorno, si alza e partorisce in bagno: «Quando la bimba ha iniziato a piangere, abbiamo tirato un sospiro di sollievo»

di Stefano Taglione
Livorno, si alza e partorisce in bagno: «Quando la bimba ha iniziato a piangere, abbiamo tirato un sospiro di sollievo»

Il racconto di Salvatore Di Savio, uno dei volontari intervenuti in ambulanza: «Un’emozione quando tutto si risolve per il meglio»

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LIVORNO. È nata nel bagno di casa, all’improvviso, senza che la mamma avvertisse alcuna contrazione. Aveva fretta di uscire, ma per fortuna sta bene: «Un sospiro di sollievo quando ha iniziato a piangere», racconta uno dei volontari intervenuti nell’appartamento di via Machiavelli, Salvatore Di Savio.

È una storia a lieto fine quella che arriva dal quartiere livornese della Rosa, dove una donna italiana di 35 anni ha dato alla luce la sua seconda figlia, Lara il suo nome, in piena notte. L’allarme è scattato attorno alle 3,45 del 9 dicembre, con la chiamata al 112 da parte del marito. «Era andata in bagno, così è nata la bimba – le parole del soccorritore della Svs di Ardenza, giunto sul posto in ambulanza insieme alla sua squadra, seguito poi dal medico e dall’infermiere del 118 giunti sull’automedica dell’Asl – e quando siamo entrato nell’abitazione lei era appena venuta alla luce. La madre non aveva avuto alcuna avvisaglia, così ci ha detto: il tempo le era appena scaduto, ma non aveva avuto alcuna contrazione o dolori. Probabilmente sarebbe dovuta andare in ospedale di lì e poco, ma senza avvisaglie chiaramente non lo aveva ancora fatto. È la sua seconda figlia: può succedere una cosa del genere, ma è sicuramente rara, ma lo ripeto, può accadere».

I volontari, appurate le buone condizioni di madre e figlia, hanno quindi atteso l’arrivo dei sanitari igienizzando la bambina e liberando le vie aree dal muco. Poi il trasporto in codice rosso, il massimo livello dell’emergenza-urgenza, al pronto soccorso di viale Vittorio Alfieri, dove entrambe sono state accolte dal personale ospedaliero e dichiarate subito fuori pericolo. «Un’emozione quando certi interventi si concludono in questo modo – prosegue Di Savio –. Solitamente le ambulanze escono per circostanze meno piacevoli, incidenti ad esempio, invece quando capitano i parti improvvisi e si concludono meravigliosamente è fantastico, anche noi siamo ovviamente contenti, rinfrancati. Abbiamo tirato un gran sospiro di sollievo quando abbiamo sentito il pianto della bambina».

La squadra della Società volontaria di soccorso, che è di stanza in via Ricci, era preparata all’intervento. Dal 118, infatti, «ci avevano avvisato del parto in atto». «Molto spesso le informazioni che dall’altra parte della cornetta fornisce l’utente all’operatore della centrale di emergenza, per via della concitazione, possono essere imprecise – prosegue Di Savio – invece stavolta erano esatte e dettagliate. Eravamo pronti, è vero, anche se per certi soccorsi pronto in realtà non sei mai: se il bambino non piange, non respira o c’è comunque qualche problema risolvere la situazione non è semplice. Stavolta, per fortuna, è andato tutto bene. La bambina aveva il suo normale colore rosa, piangeva e respirava bene, anche la madre stava bene. Si tratta della sua seconda figlia, dato che la prima ha cinque anni».

Non è la prima volta, nel recente passato, che a Livorno nascono i bimbi in casa. In alcune circostanze è successo anche sull’ambulanza (non solo della Svs, anche in quella della Misericordia di Antignano qualche mese fa o su quelle delle altre associazioni) e tutto si è concluso per il meglio. «Qualcosa di bellissimo», conclude il volontario livornese.

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