Il Tirreno

Livorno

La ricostruzione

Livorno, è caccia a una baby gang dopo il caos alle Officine storiche. Tra violenze e reazioni: cosa sta succedendo

di Stefano Taglione

	Una guardia particolare del Worsp Security Group alle Officine storiche di Porta a Mare insieme insieme alle volanti
Una guardia particolare del Worsp Security Group alle Officine storiche di Porta a Mare insieme insieme alle volanti

Cento alunni livornesi si sono ritrovati al nautico per provare a farsi giustizia da soli: il punto sulle indagini

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LIVORNO. La caccia a una baby gang di adolescenti nord africana che cercherebbero di "comandare" nelle zone di Porta a Mare e di piazza Mazzini, con atti di bullismo nei confronti dei coetanei. È per questo che due giorni fa, attorno all’ora di pranzo, un centinaio di giovanissimi livornesi si è radunato fuori dall’istituto nautico Cappellini alla ricerca del gruppo di nordafricani, i «prevaricatori» secondo la loro ricostruzione, che poco prima (attorno alle 11,30) al McDonald’s delle Officine storiche aveva aggredito un sedicenne labronico mentre alle 8, fuori dalla stessa scuola, aveva accerchiato un altro livornese (in quattro contro uno) senza però picchiarlo solo grazie all’intervento di un amico. Violenza che va avanti da diversi mesi, nell’area del lungomare, visto che già nel recente passato bande di ragazzini (tutti minorenni, orientativamente dai 14 ai 17 anni) si sono minacciate e scontrate. Stavolta, a farne le spese, il sedicenne colpito a colpi di casco, per fortuna non in gravi condizioni.

Il tamtam

La doppia aggressione ha provocato un tamtam fra i ragazzini livornesi, che via Whatsapp e attraverso altre chat si sono organizzati per farsi giustizia da soli, ritrovandosi davanti al nautico chi a piedi e chi in motorino con i caschi in mano. Intere classi del Cappellini e dell’Enriques, con maschi e femmine. Solo qualcuno si nascondeva il volto con delle sciarpe, la maggior parte in realtà era a volto scoperto. Si sono spostati prima a Porta a Mare, dove sono intervenuti le guardie particolari del Worsp Security Group e gli agenti delle volanti. Poi in piazza Mazzini, via Ricasoli, piazza Attias e piazza della Vittoria, sempre alla ricerca della baby gang di tunisini e sempre seguiti dai poliziotti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, che li hanno fatti desistere; poi non a caso si sono dispersi e non ci sono stati contatti con i coetanei nordafricani, letteralmente spariti dalla circolazione in quelle ore.

Le indagini 

Il ragazzo ferito, dimesso con circa una settimana di prognosi dall’ospedale, non ha fornito particolari spiegazioni sui motivi dell’aggressione. Non ha quindi raccontato come mai sia stato picchiato dai tunisini, né fornito elementi utili per riuscire a identificarli. In ogni caso, nelle Officine storiche, ci sono le telecamere e grazie alle registrazioni dei filmati sarà possibile risalire ai responsabili. Il fatto, inoltre, è avvenuto di fronte a diversi testimoni, non ultimi gli addetti alla sicurezza del centro commerciale dove recentemente è stato inaugurato Primark. Delle indagini si stanno occupando gli agenti della Squadra mobile della questura, diretti dal vicequestore Giuseppe Lodeserto, che faranno affidamento sul prezioso lavoro dei colleghi della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico di viale Boccaccio, intervenuti sul posto insieme a carabinieri e municipale, che erano in loro supporto e hanno contribuito a evitare che il clima si esasperasse ulteriormente.

Pattugliamenti continui

In queste ore, il monitoraggio delle forze dell’ordine, resta continuo. La visita a Livorno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, prevista per stamani, non distoglie assolutamente l’attenzione di via Fiume dalle violenza in atto, nonostante il grande impegno per accogliere la prima carica dello Stato. Il lavoro dei poliziotti delle volanti, in giro per la città, è mirato proprio ad avvistare i gruppi di ragazzini che potrebbero decidere di farsi giustizia da soli, soprattutto nelle ore serali, durante la movida. Oltre a questo c’è il monitoraggio dei social, per cercare di prevedere cosa potrebbe accadere. Sarà complicato, al livello assoluto, riuscire a evitare eventuali nuovi regolamenti di conti, ma l’obiettivo della questura è fare il possibile per limitare i danni di fronte a una mobilitazione, quella dei giovani livornesi, che si è rivelata imponente e rapida, visto che il ritrovo fuori dal nautico è avvenuto appena due ore dopo l’aggressione al McDonald’s di Porta a Mare. Segno che c’è un collegamento rapido fra di loro e vi sono pure intenzioni, apparentemente, serie.

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